La caldaia non va Richiedenti asilo allontanati dalla struttura
I 18 rifugiati gestiti da Cidas nell’edificio in via Cantalupo sono al momento trasferiti In attesa intervengano i tecnici di cooperativa e proprietario
ARGENTA. Da alcuni giorni in via Cantalupo, nelle campagne fra Argenta e Boccaleone, non vi sono più i richiedenti asilo ospitati ormai da alcuni anni in una struttura gestita da Cidas (ex Camelot). In totale sono 18 le persone che nell’ultimo periodo hanno trovato una sistemazione nell’edificio di via Cantalupo, in pratica la metà di tutti i richiedenti asilo ospitati nel Comune di Argenta.
il disagio
La causa dell’allontanamento, che è momentaneo, è dovuta ad un malfunzionamento della caldaia nell’appartamento adibito all’accoglienza di uomini adulti, nell’ambito del progetto “Sprar” del Comune di Argenta gestito da Cidas. Immediatamente, i vertici della cooperativa con sede a Copparo si sono rivolti alla proprietà dell’immobile.
«I tecnici incaricati dalla cooperativa - spiegano dalla cooperativa in una nota - sono già in contatto con i tecnici incaricati dal proprietario, perché il malfunzionamento possa essere risolto. Di questo sono stati informati sia il Comune di Argenta, ente titolare del progetto, che il servizio centrale Sprar. I beneficiari sono stati trasferiti temporaneamente in altre strutture del territorio».
il progetto
La gestione di questo servizio da parte della cooperativa Cidas (inizialmente l’accordo era stato stipulato da Camelot, confluita in Cidas lo scorso 1º dicembre) sarà di almeno tre anni a partire dalla scorsa estate.
Nel territorio comunale argentano i richiedenti asilo sono circa una quarantina, attualmente 18 si trovano (salvo in questo periodo di forzato allontanamento) in via Cantalupo, mentre gli altri sono in appartamenti situati in via don Minzoni, in centro ad Argenta.
Nel 2017 il Ministero dell’interno aveva finanziato per altri tre anni il progetto di accoglienza, tutela ed integrazione per i richiedenti asilo e rifugiati - nell’ambito del sistema “Sprar” -. con la somma di 1.362.711, ovvero 454.237mila euro l’anno. A questi vanno aggiunti 10mila euro l’anno messi in bilancio dall’ente argentano per le spese di personale per il coordinamento generale ed amministrativo. —
D.B.
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