Migranti, il taglio all’assistenza è già realtà A rischio la partecipazione al nuovo bando
Proroga a giugno del “sistema Ferrara” con meno soldi e servizi. Proposte al ribasso della Prefettura, oggi scade il termine
La nuova era dell’accoglienza ancora non è cominciata ma la riduzione delle risorse e dei servizi ai profughi è già iniziata anche a Ferrara, con la proroga “in ribasso” degli attuali servizi. Ora tutta l’attenzione è rivolta alla chiusura del bando della Prefettura, questa mattina, con il taglio ben più drastico ai finanziamenti che potrebbe, i segnali vanno in questo senso, aver scoraggiato tutti, o quasi, i protagonisti del modello di accoglienza ferrarese per l’emergenza.
proroga al ribasso
Il bando per l’affidamento biennale dei servizi di accoglienza in singoli appartamenti, del valore di 15,6 milioni di euro, scade appunto oggi e proroghe non ne sono state concesse. I tempi di messa a punto del nuovo sistema saranno in ogni caso non brevi, per cui la Prefettura ha chiesto all’Asp di prorogare la gestione attuale, basata sulla messa a disposizione delle abitazioni per i migranti da parte di un gruppo di associazioni capitanata da Cidas (ex Camelot). «Siamo stati nelle condizioni di accogliere la richiesta della Prefettura, fino al 30 giugno, perché le associazioni hanno dato disponibilità, cosa non scontata - spiega Angela Alvisi, presidente dell’Asp - Abbiamo però effettuato una minima rimodulazione del contributo economico, togliendo già una parte dei servizi come prevedono le nuove norme». Fino a ieri, dei 35 euro giornalieri a migrante riconosciuti dal governo, alle associazioni ne andavano 27, visto che Asp pagava direttamente il pocket money ai migranti e tratteneva una quota per le spese di gestione dell’appalto; con la proroga c’è stata una limatura di tutte queste cifre, a fronte della soppressione di servizi come corsi di lingua o assistenza legale, con il mantenimento della sola tutela sanitaria.
L’attesa della nuova accoglienza, imperniata nella gestione diretta della Prefettura delle offerte di abitazioni e in una diaria compresa nella forchetta 18-26 euro, rischia di essere lunga e piena d’incognite.
incognita bando
Fino alla scorsa settimana, infatti, non risultavano domande e c’è chi, la galassia associativa costruita da don Domenico Bedin, ad esempio, già fa sapere di non voler partecipare. Si parla della possibilità di contributi da fuori Ferrara, ad esempio dal Veneto, ma risulta difficile ipotizzare la copertura delle esigenze di accoglienza previste nel bando, 1.000 persone, senza l’apporto delle associazioni e delle coop sociali ferraresi. In questo caso la Prefettura si troverebbe in una situazione di difficoltà, dovendo prendere atto della fine del modello-Ferrara di accoglienza (spinta sull’integrazione e sui servizi extra), con l’esigenza di trovare comunque posti dove ospitare centinaia di persone. —
Stefano Ciervo
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