«Non faremo i semplici guardiani No a campi di concentramento»
Don Domenico Bedin rinuncia a partecipare al bando prefettizio «Il nuovo modello non ha senso e i contributi sono insufficienti»
l’intervista
Don Domenico Bedin con le sue onlus non parteciperà al nuovo sistema Cas. Non solo per una questione di soldi, ci tiene a spiegare.
«La verità è che non vogliamo diventare dei semplici custodi di queste persone, con una serie di obblighi specifici, tenendoli sostanzialmente chiusi in realtà di dimensioni più grandi di quelle da noi impiegate finora. Uso un termine forte per capirci, non vogliamo creare qualcosa che somigli a campi di concentramento».
La vostra è quindi una protesta nei confronti del nuovo sistema introdotto dal governo?
«Non è voglia di polemica ma la nostra posizione, che credo sia condivisa anche da altri protagonisti del sistema ferrarese, è che questo tipo di accoglienza non ha senso in realtà come la nostra. Ora si dirà che usciamo perché sono stati dimezzati i soldi e quindi non c’è più il business ecc. Si dimentica che noi abbiamo iniziato ad accogliere queste persone per volontariato, quando ancora non c’erano gli stanziamenti governativi, e che stiamo pensando a come continuare a mettere a disposizione strutture anche nei prossimi mesi».
Tutto volontariato, senza fondi statali?
«Esatto, con risorse nostre. Contiamo comunque nella disponibilità a collaborare della Prefettura. Il grosso problema che abbiamo di fronte è l’uscita di molti migranti dai programmi di accoglienza, per loro al momento non c’è nulla».
Resta il fatto che il nuovo sistema prevede meno soldi ma anche meno servizi. C’è possibilità di una gestione in equilibrio dal punto di vista finanziario?
«Solo se si mettono a disposizione strutture della dimensione massima prevista dal bando, cioè 50 posti. La nostra realtà è fatta di strutture più piccole, con 10-20 posti, per le quali con il nuovo sistema andrebbero duplicati i costi di gestione senza introiti aggiuntivi. Non sarebbe garantita nemmeno la pura sopravvivenza. Aggiungo che noi abbiamo appena percepito i rimborsi statali relativi all’agosto 2018: anche l’incertezza sui tempi di pagamento incide».
Che soluzioni si profilano per i nostri Cas?
«Non vorrei che le persone dovessero essere trasferite in massa in grossi centri, lontano da dove hanno vissuto fino ad oggi». —
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