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Ornitologi in stato d’allerta «Basta voli a bassa quota I fenicotteri sono a rischio»

Ornitologi in stato d’allerta «Basta voli a bassa quota I fenicotteri sono a rischio»

L’appello per tutelare le specie di volatili delle Valli comacchiesi «Fotografate i velivoli che non rispettano le regole» 

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il caso

È bastata la divulgazione sulla rete di una foto che ritrae un volo di fenicotteri in salina, per riaprire il dibattito sul sorvolo a bassa quota dell’area, sottoposta a speciali vincoli e tutele paesaggistiche.

La particolarità dell’immagine, rilanciata dall’Associazione ornitologi dell’Emilia Romagna, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica, è legata al fatto che risulta scattata da una quota superiore a quella tenuta dai fenicotteri alzati in volo, ma non è certo che possa essere stata scattata da un fotografo a bordo di un velivolo. Potrebbe trattarsi di un’immagine scattata da un drone.

IL SORVOLO

«Condividendo l’immagine sul nostro profilo – spiega Roberto Tinarelli, presidente di Asoer –, vogliamo lanciare un segnale chiaro a chi non sa che quell’area va preservata e che il sorvolo di aerei a bassa quota disturba gli uccelli, creando loro uno stress in una stagione oltretutto delicata, quale è quella della nidificazione. Ma vogliamo anche fare un tam tam, per arrivare a sorprendere sul fatto chi viola le regole».

La scorsa estate, dopo le prime segnalazioni, sono scattati controlli a tappeto e sono state elevate sanzioni da 4mila euro ciascuna, dato che il sorvolo con velivoli da trasporto sportivo è vietato nei giorni festivi a quota inferiore a 500 metri e nei giorni feriali a quota inferiore a 300 metri.

Tra soci di Asoer e birdwatcher intercorre un canale di comunicazione con le forze di polizia, tant’è che «ci sono macchine fotografiche con le quali – specifica Tinarelli – è possibile rilevare gli elementi identificativi impressi nella fusoliera del velivolo, che poi viene girata agli organi competenti».

I NIDI

L’Asoer ricorda che i fenicotteri disturbati dal rumore di un aereo, in questo periodo abbandonano i nidi, per poi farvi ritorno quando le uova purtroppo si sono già raffreddate e sono rimaste in balia di predatori, quali sono i gabbiani reali e i corvidi. Come già mostrato in passato, la disponibilità dei carabinieri resta massima, fermo restando che l’intervento repressivo può scattare solo in caso di dimostrazioni oggettive di eventuali illeciti, per cui foto, filmati e la collaborazione di tutti, birwatchers e turisti, è fondamentale.

La materia è complessa, l’Enac dirama periodicamente comunicazioni ai piloti, mentre per i droni vige una disciplina specifica. —

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