Villa Giglioli in cerca di valorizzazione a 10 anni dall’incendio
Era il 1º gennaio 2009 quando le fiamme la distrussero Per la rinascita servono risorse ingenti, magari con la fusione
Serravalle. Esiste un progetto di recupero di Villa Giglioli? Difficile da dire ma augurabile. Durante la campagna referendaria per la fusione dei comuni di Berra e Ro nella nuova realtà di Riva del Po e ora, in campagna elettorale perle elezioni amministrative di domenica 26 maggio, se ne sente parlare.
LE FIAMME
Ma facciamo alcuni passi indietro. Sono trascorsi 10 anni da quando un incendio doloso ha distrutto gran parte di Villa Giglioli, un vero mito per gli abitanti di Serravalle, ma anche un pezzo di storia dell’intero territorio.
Ma all’alba dell’1 gennaio del 2009 l’edificio fu dato alle fiamme: l’immediato intervento dei vigili del fuoco non bastò a fermare le fiamme, che misero a nudo la parte occidentale della villa.
l’idea
Un avvenimento che ha lasciato il segno in tutta la popolazione. Ma fino ad oggi nulla o quasi è stato fatto.
Ora se ne parla come di una possibile dimora storica, un agriturismo, un qualcosa che potrebbe farla rinascere. Servono molti euro, naturalmente: come fare? È chiaro che servono contributi. Qualcuno ha capito che per avere i denari per risistemarla, riportarla al suo splendore, bisogna crearci qualcosa dentro: un buon progetto per la valorizzazione del territorio potrebbe portare ad accedere a contributi. Ed allora ecco che nasce l’idea. Che per ora rappresenta l’unica strada percorribile per il suo recupero. E, a quanto pare, qualcuno la sta cavalcando. Se ciò avvenisse sarà il ben venuto. Fermo restando che la villa rimanga Villa Giglioli.
LA STORIA
Le origini di Villa Giglioli risalgono alla metà del XV secolo, quando i conti Giglioli fecero costruire, nel luogo dell’attuale villa, una dimora a forma di torre. In seguito la costruzione subì varie modifiche. Ai primi dell’Ottocento la torre venne demolita quasi per intero e ad essa si sostituì sul lato nord la cimasa di stile neoclassico. Alle finestre ed ai portali di ingresso furono apposti i frontini e aggiunte le scalinate. C'era anche un piccolo colonnato che sorreggeva il balcone a nord ma esso poi scomparve. Il pittore ferrarese Francesco Migliari decorò nel 1825 molte stanze e soffitti. —
D.M.
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