Legionella, caso Catozzi «Nessuna inerzia nell’inchiesta del pm»
Nessun esposto alla procura generale di Bologna, al Csm e al ministero della Giustizia per chiedere di accertare i motivi che hanno causato il rallentamento delle indagini sul caso di Giuliano Catozzi, il settantenne ferrarese morto nel 2015 al Sant’Anna dopo aver contratto la legionella.
Ieri il Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione, di cui è portavoce Aldo Ferrante, ha infatti annunciato che «in relazione al procedimento penale, in fase di indagini, finalizzato ad accertare le responsabilità del decesso del signor Giuliano Catozzi, avvenuto l’8 agosto 2015 presso il locale ospedale cittadino di Cona, abbiamo motivo per sostenere che, la procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara e, nello specifico, il sostituto procuratore Dott. Ciro Alberto Savino, non possono essere destinatari di critiche per sospetta inerzia».
Il ripensamento di Ferrante viene spiegato così: «Dopo una fase di obiettiva stasi delle indagini, queste sono riprese con vigore e diligenza con lo scopo di accertare eventuali responsabilità della struttura sanitaria ove era ricoverato il signor Catozzi, sperando in una collaborazione effettiva dell’Azienda ospedaliera che, in questa fase è stata insufficiente».
Proprio la motivazione indicata da Ferrante per il rallentamento dell’inchiesta, cioè «l’attesa delle risultanze richieste al consulente tecnico d’ufficio, prof. Massimo Montisci», ha convinto il comitato a cambiare l’obiettivo. «Il consulente nominato dalla Procura, infatti, ha ritardato notevolmente il deposito del proprio elaborato - prosegue il comunicato di Ferrante - rendendosi causa della sfiducia ricaduta sulla procura stessa».
L’auspicio, dichiarato da Ferrante e dal legale della famiglia per l’inchiesta penale, Alessandro Misiani, è che «nei confronti del prof. Montisci, ci si adoperi con celerità per accertare sue eventuali responsabilità penali e dare così soddisfazione a tutte le parti lese dalla sua colposa imperizia e negligenza». Mentre per conto degli eredi e familiari di Catozzi si esprime «rinnovata fiducia nel lavoro della procura auspicando una imminente chiusura delle indagini». —
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