Problema nutrie fuori controllo Maxi vertice per combatterle
Incontro in Provincia con 32 rappresentanti di enti, Comuni, Regione e agricoltori Ottomila km di argini e sponde a rischio idraulico. Coldiretti: «intervenire subito»
Causano danni economici alle colture agricole, sono all’origine di rischi idraulici per le tane scavate in argini e sponde degli 8mila chilometri fra fiumi e canali della nostra provincia, e creano pericoli per la sicurezza lungo le strade che attraversano: e la loro presenza e crescita sono ormai fuori controllo.
Tutti insieme contro
Insomma, il problema delle nutrie è sempre più emergenza nel Ferrarese tanto che ieri alla riunione del Tavolo istituzionale della Provincia, ieri in Castello Estense, erano presenti 32 rappresentanti di Comuni, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Regione Emilia-Romagna, Consorzio di Bonifica, associazioni agricole e del mondo venatorio, e rappresentanti di enti delle province di Rovigo e Mantova.
Tutti insieme contro le nutrie. E per farlo, occorre cambiare la legge in vigore - spiega una nota - per introdurre a livello nazionale la figura del coadiutore al controllo della fauna, una figura indispensabile per realizzare i piani di contenimento e consentire l’utilizzo di strumenti più efficaci ed efficienti per la limitazione della nutria. Animale che - tanto per rendere l’idea- è considerata tra le 100 più dannose per la quale le norme comunitarie prevedono l’eradicazione.
A convocare tutti è stata la presidente Barbara Paron, per fare il punto sul problema, sulla “guerra” che le nutrie stanno vincendo, nonostante le tanti azioni di contenimento messe in campo negli anni. Per attuare progetti e programmi - la linea comune uscita dal vertice - occorre una strategia comune che verrà ufficializzata in un documento che sarà sottoscritto nei prossimi giorni e inviato in Regione Emilia-Romagna e i ministeri dell’Ambiente e Agricoltura. A supporto del documento, verranno allegate le esperienze tecnico-scientifiche acquisite in questi anni da Regione e Ispra sul campo, in riferimento anche al Piano nazionale di gestione della nutria, al vaglio di Ministero Ambiente con punti in comune con quello della Regione Emilia-Romagna.
Fatti oltre le parole
Oltre le parole servono fatti: da qui l’appello lanciato a non distruggere le gabbie con notevole danno economico rispetto alle scarse risorse pubbliche a disposizione – fra Consorzio di bonifica, Provincia, Protezione civile e Comuni – per l’acquisto di questi strumenti di cattura. «È stato un incontro positivo con tutti i soggetti interessati al problema – ha concluso la presidente Paron –. Importante è l’approccio scientifico dato da Ispra e Regione, rispetto alle tante informazioni distorte troppo spesso veicolate sui social». In sintonia anche Coldiretti: «Serve l’impegno straordinario per affrontare il problema nel ferrarese, è indispensabile dare un senso di concretezza ai propositi dell’incontro, sulla presenza di questo roditore ormai fuori controllo che crea problemi non solo agli agricoltori, ma all’intero territorio: strade, argini, infrastrutture indebolite, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini». —
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