Confindustria, nuova era Accoppiata Caiumi-Zaina
Il neopresidente è modenese, uno dei due vice è l’imprenditore tessile argentano Vacchi lascia dopo la fusione: è stata la scelta più corretta, siamo più competitivi
È cominciata l’era di Valter Caiumi alla presidenza degli industriali di Bologna, Modena e Ferrara, con un voto unanime che non ha lasciato spazio a sorprese. Tutto come previsto anche nell’elezione dei due vicepresidenti, la bolognese Sonia Bonfiglioli e il ferrarese Gian Luigi Zaina: mandato quadriennale per l’imprenditore tessile argentano, che riceve l’eredità di Massimo Maiarelli, l’ex presidente dell’Unione Industriali che ha guidato la fusione lungo la via Emilia. «I nostri 450 iscritti sono in buone mani, siamo sempre più convinti della bontà dell’operazione» è stato il primo commento di Zaina.
Passaggi di consegne
Il doppio passaggio di consegne ha avuto luogo ieri pomeriggio a Palazzo Albergati di Zola Predosa, e non v’è dubbio che la componente bolognese abbia da subito assunto il peso che gli veniva attribuito dai numeri, in Confindustria Emilia Centro, nonostante la staffetta tra il bolognese Alberto Vacchi e il modenese Caiumi. Prima del voto, che ha registrato il 98% disì, Vacchi ha tracciato un bilancio di otto anni di presidenza prima degli industriali bolognesi, poi del polo emiliano: «Confindustria Emilia è in ottima salute ed ha delle possibilità di crescita ulteriori. Farla nascere è stata la scelta più corretta per fronteggiare una dinamica economica completamente fuori dalle regole tradizionali a cui eravamo abituati per decenni. In un mondo complicato come quello che stiamo vivendo, mettere assieme associazioni territoriali così forti, per riuscire a rispondere con la logica delle filiere, è uno dei modi per riuscire ad essere più competitivi sul mercato».
Per Vacchi la discontinuità nei governi è un problema, mentre «fortunatamente nel contesto emiliano-romagnolo c’è stata continuità ed ha aiutato le imprese nel fare un balzo in avanti importante».
Caiumi ha presentato un suo piano organico per lo sviluppo delle industrie estensi e bolognesi, che si basa tra l’altro su «comunicazione convergente», da sviluppare anche a livello internazionale; «intelligenza di comunità», che significa dialogo con «sindacati, sindaci, banche, università, enti e istituzioni» a tutti i livelli, con una grande attenzione all’ambiente, a scuola e formazione; «ricerca collaborativa», sfruttando le filiere; e «autorevolezza unica», imponendola in tutto il mondo. «La nostra presenza sui tavoli di lavoro è richiesta e lo sarà sempre di più» ha concluso il neopresidente, con un non nascosto neo-protagonismo industriale che mira a farsi ascoltare a tutti i livelli, anche della politica. Ci sarà un primo banco di prova del dialogo nelle celebrazioni dell’1 maggio.
scuola su tutto
Zaina era in prima fila e si è limitato ad un primo commento a caldo: «Mi ha colpito la grande enfasi posta sulla scuola: è in effetti quella la sfida più importante che dovremo vincere sul territorio, con attività concrete. In generale abbiamo numerosi progetti di cui parleremo a partire dai prossimi giorni». I ferraresi non hanno parlato dal palco, ieri, ci sarà modo anche per Maiarelli di fare un bilancio della sua esperienza. —
Stefano Ciervo
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