Gli esperti: la Ferrara del futuro dovrà integrarsi con Bologna
Quattro studiosi, diversi punti di vista sulla Ferrara del futuro, ma soprattutto varie ricette su come realizzarla al meglio. Il secondo dei due incontri voluti da Più Europa Ferrara, moderati dal coordinatore Mario Zamorani, è stato un focus su criticità e potenzialità della città estense declinate su vari piani. Per Andrea Gandini, presidente del Centro ricerche, non ci sono dubbi, bisogna puntare tutto sull’integrazione con Bologna, perché statistiche e numeri alla mano, questa sarebbe la carta vincente. «A Ferrara ci sono 8.800 pendolari che ogni mattina si spostano verso Bologna, l’unica soluzione è creare una metropolitana che unisca le due realtà e renda le distanze sempre meno ampie; altro punto su cui lavorare è la migliore organizzazione dell’immigrazione». E su questo tema Piero Stefani, sostiene che il futuro passa dalle cittadelle dei bambini per fare scambi culturali sistematici, oltre che da una valorizzazione dell’arte in tutte le sue forme. Maura Franchi per uscire da anni di «appiattimento» suggerisce di investire su attrattive come parchi e attrezzature sportive per evitare che Ferrara sia «una città dormitorio» . Infine, Daniele Lugli del Movimento non violento sogna Ferrara come una «città europea aperta però al mondo». —
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