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Medicina di genere Uomini e donne “diversi” in ospedale

Giorgio Carnaroli

L'efficacia delle terapie nel trattamento di certe patologie Al Mazzolani Vandini la sperimentazione è già partita

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ARGENTA. Un ospedale attento al genere è quello di Argenta. Uomini e donne presentano gli stessi sintomi? E l’approccio medico può essere diverso in base al genere?

Una sperimentazione iniziata nel 2016, che è d’esempio e che oggi continua sulla stessa strada con tre nuovi percorsi pensati da professionisti della salute per i colleghi medici e visitatori.

la sperimentazione

Gli argentani, soprattutto quelli delle frazioni, sicuramente ricorderanno quando nei mesi scorsi, un’equipe di medici dell’ospedale argentano e dell’azienda sanitaria di Ferrara, hanno tenuto incontri sulla cardiologia e la differenza che c’è nei sintomi fra uomo e donna e quindi come comportarsi.

Da quella esperienza e per incrementare le conoscenze, ne sono nate altre tre e riguardano la depressione, l’infarto e l’osteoporosi. Ad illustrare questa nuova fase conoscitiva e i passi che la ricerca ha fatto in questo campo, ieri mattina, al Mazzolani-Vandini, si è tenuta un incontro con Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria dell’Ausl che ha spiegato come l’azienda sia molto attenta alla medicina di genere.

medicina di genere

Un’attenzione fatta di iniziative culturali per gli operatori sanitari in modo da dare una risposta al cittadino. L’argentana Fulvia Signani, ideatrice del progetto e rappresentante al tavolo nazionale della medicina di genere, ha ribadito come l’ospedale di Argenta «rappresenti un prototipo, una delle poche esperienze a livello internazionale. C’è bisogno – ha detto – di un nuovo modo di capire la cura».

Il riferimento è per i medici che devono studiare con più attenzione ed ecco il perché, in 10 anni, si son svolti 10 seminari e vari incontri con circa 2000 medici partecipanti. E a proposito di Università, si è sottolineato che a Ferrara, grazie alla dottoressa Tiziana Bellini, delegata didattica a medicina, è nato il primo centro di medicina di genere, un luogo dove si fa già lo studio ad hoc.

informazione

Oltre a Dina Benini, responsabile medico dell’ospedale argentano, era presente Enrico Mazzoli, responsabile della direzione infermieristica e tecnica dell’ospedale. A lui il compito di mettere in pratica questi tre nuovi targhet concretizzatisi con una serie di poster posizionati nelle sale d’aspetto, lungo i corridoi «perché, al momento devono servire per stimolare la curiosità della gente». Con lo slogan “È importante saperlo” e l’invito a rivolgersi a professionisti dell’ospedale, si richiama l’attenzione sulla depressione che interessa anche gli uomini; i sintomi dell’infarto che sono diversi nell’uomo e nella donna, ed infine, il terzo poster, l’osteoporosi che interessa anche gli uomini. A margine è stato annunciato che l’11 maggio, ad Argenta, si parlerà di diabete in un convegno. —

Giorgio Carnaroli

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