Mercatone, è sciopero Protesta a Roma davanti al ministero
Sarà sciopero nazionale per l’intera giornata di giovedì 18 aprile per i dipendenti del Mercatone dopo la decisione del proprietario Shernon di richiedere al Tribunale di Milano il concordato preventivo. L’azienda era stata costituita proprio allo scopo di acquisire i 55 punti vendita in amministrazione straordinaria distribuiti in Italia, di cui tre nella nostra provincia: Ferrara, Mesola e San Giuseppe di Comacchio, per un totale di una novantina di addetti. La giornata di protesta, che prevede un presidio a Roma davanti al Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise) è stata indetta in modo unitario dai sindacati del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
L’acquisizione da parte di Shernon sembrava essere la svolta per il superamento della crisi ma i segnali successivi hanno delineato un quadro molto più critico: «Negozi privi di merce, magazzini completamente vuoti, fornitori che hanno ritirato la merce già consegnata e hanno smesso di effettuare consegne, ritardi nel pagamento degli stipendi. Poco più di un mese fa, c’è stato un incontro a livello nazionale con l’Amministratore Delegato e in quell’occasione ha annunciato che era prossima la ricapitalizzazione per un importo di 20 milioni di euro».
Una prima convocazione dei sindacati da parte del Mise, il 2 aprile, è stata posticipata al 18 aprile su richiesta di Shernon che avrebbe dovuto concludere l’accordo per la ricapitalizzazione con potenziali investitori. La puntata successiva è nota: «La vergognosa notizia che Shernon ha presentato istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano. Ciò dimostra – incalzano i sindacati – che, purtroppo, le nostre preoccupazioni erano fondate». —
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