Non autosufficienza La Regione fissa le nuove regole E l’Asl chiede lumi
Sospeso il progetto di sostegno alle famiglie che prevedeva la valutazione della condizione socio-economica del nucleo Imposti criteri di tipo sanitario
L’Asl ha sospeso il progetto di sostegno economico messo a punto per garantire un mese gratuito di ricovero in Rsa ai pazienti in condizioni di non autosufficienza dimessi dagli ospedali e dalle case di cura della provincia.
Un’agevolazione revocata alla fine del 2018 a causa - aveva dichiarato l’Asl - dell’esaurimento delle risorse accantonate all’interno del Fondo regionale per la non autosufficienza.
Lo stop è arrivato dopo la lettera della Regione, resa pubblica dai sindacati, con la quale l’ente stabilisce che l’invio diretto di pazienti non autosufficienti «verso una struttura residenziale, sulla base della valutazione globale della persona da parte di un’equipe multidisciplinare e con progetto riabilitativo, comporta che i trattamenti siano a carico del Servizio sanitario pubblico». Unico parametro da valutare, esplicita la Regione, «è il bisogno sanitario correlato al bisogno assistenziale» mentre, richiamando una legge nazionale, si apre alla possibilità che il beneficio possa essere prolungato fino a due mesi.
Franco Romagnoni, direttore dell’attività socio-sanitaria dell’Asl, spiega che «con la collaborazione delle aziende, dei tecnici e dei sindaci nei distretti socio-sanitari era stata concordata una proposta che calibrava il sostegno economico alle famiglie di pazienti non autosufficienti sulla base del bisogno sanitario e di alcune condizioni socio-economiche (solitudine, indicatore Istat di povertà etc.). La lettera della Regione ha fissato però alcuni paletti sui quali dobbiamo chiedere chiarimenti».
Romagnoni annuncia l’invio di alcuni quesiti a Bologna. Uno riguarda l’attribuzione della spesa: al Fondo regionale per la non autosufficienza oppure esclusivamente al bilancio sanitario (in questo caso senza il vincolo delle disponibilità finanziarie)? Un altro il criterio da usare come filtro: solo l’esistenza di un programma di riabilitazione? Un terzo dubbio da sciogliere potrebbe riguardare il prolungamento oltre i 30 giorni dell’assistenza gratuita. Intanto Cgil, Cisl e Uil, che da mesi chiedono la reintroduzione del sostegno alle famiglie, dichiarano che attendono al più presto la nuova proposta da parte dell’Asl. —
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