Uccisero un’anziana, giudice più severo del pm
I due giovani condannati a 16 anni e mezzo e a 11 anni e 8 mesi. Pene aumentate rispetto alle richieste dell’accusa
FINALE EMILIA. Il giudice dell’udienza preliminare Eleonora Pirillo ha impiegato pochi minuti, in tribunale a Modena, per leggere la sentenza che condanna Hamza Driouch e Ayoub Lamsid rispettivamente a 16 anni e 6 mesi e 11 anni e 8 mesi. Sono loro, è stato stabilito con rito abbreviato, ad aver assassinato in concorso la 79enne Mirella Ansaloni nella sua casa di via Vecchi , a Finale Emilia, il 18 settembre 2017, dopo aver tentato prima di derubarla e poi di rapinarla.
Un delitto che ha suscitato nell’Alto Ferrarese raccapriccio e cordoglio: i giovani avevano frequentazioni a Cento e uno dei due era iscritto a un corso professionale al Don Calabria, ma senza presentarsi.
Ieri in tribunale c’era grande curiosità per la decisione del gup, a fronte delle richieste del pm («coraggiose» secondo le difese, «inaccettabili» per qualcuna delle parti civili e per molti cittadini che si lasciarono andare a commenti minacciosi contro il pm e i legali dei due 20enni).
Claudia Ferretti, infatti, aveva proposto come pena 12 anni per Driouch e 8 anni per Lamsid, tenendo conto di un terzo di sconto e delle attenuanti generiche, tra cui giovane età e che fossero incensurati. Ma il giudice ha considerato le attenuanti equivalenti alle aggravanti, alzando la pena.
In aula erano presenti Simone Benati, figlio di Mirella, e lo zio Giovanni, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Valter Biscotti e Silvia Ciancia mentre all’esterno li attendevano le rispettive compagne.
«Mi aspettavo una pena un po’ superiore rispetto alle richieste del pm - dice Benati - Dissi che non mi sentivo italiano, oggi forse va meglio ma queste condanne sono figlie di un rito abbreviato che non mi piace. Stiamo parlando di un omicidio. Se mi chiedessero perdono? Come si fa a perdonare due persone che ti hanno ucciso la madre...». Benati ha anche voglia di chiudere con il passato, nella casa dell’omicidio è tornato pochi giorni fa, ma l’edificio è in vendita.
«Queste sono le leggi, il giudice in parte ha modificato le richieste del pm - aggiunge Elena Govoni, moglie di Giovanni Ansaloni - Ciò che stupisce è che ci sia stata, in passato, una legge che permettesse di accedere al rito abbreviato per delitti tali. Vogliamo però ringraziare i carabinieri, in particolare il luogotenente di Finale, Luca Cappello per aver subito intuito che qualcosa nella morte di Mirella non quadrava».
«Per reati gravissimi una pena di 16 e 11 anni è ancora bassa - dice l’avvocato Biscotti -. Ciò non potrà più accadere. Rimane l’amarezza di come il pm abbia chiesto pene esageratamente basse». —
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