Dalla parte dei bambini c’è un Piccolo Principe La coop dà risposte al boom delle fragilità
Nata 5 anni fa, offre servizi per piccolissimi, adolescenti e genitori Il presidente Ascanio: in carico 4.000 casi e triplicati gli operatori
l’evento
«Dopo 5 anni il Piccolo principe esiste ancora; e in realtà non ce lo aspettavamo, perché quando abbiamo iniziato ci siamo dati 5 anni come le start up, non pensando minimamente di raggiungere questi traguardi»: dal 2014 ne è passata di acqua sotto i ponti, per la coop di servizi per bambini ed adolescenti Piccolo Principe e i numeri non mentono. Da luglio 2018 ad aprile 2019 sono stati 1.200 i bambini seguiti (con un maggior numero di casi di età compresa tra i 6 e i 10 anni) e in 5 anni se ne contano oltre 4.000. Un exploit che dà anche la misura della crescita dei bisogni a Ferrara in un settore delicato come l’infanzia fragile. La coop rispondendo a questi bisogni crea lavoro: «In soli 3 anni abbiamo triplicato il numero di operatori (adesso sono 35), e dei soci fondatori (14), ciò mi fa ben sperare per il futuro». È Michele D’Ascanio a tracciare il bilancio del Principe una sorta di Apple delle cooperative, che aveva iniziato la sua attività in due stanzette, 5 medici iin tutto, e che alla vigilia del quinto compleanno vanta una struttura più ampia, servizi di eccellenza e voglia di crescere.
Modello da esportare
Un poliambulatorio diventato già un modello da esportare fuori regione, Piacenza in prima fila. La struttura è dotata di un Centro di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Cnpia), punto di riferimento per le visite specialistiche di neuropsichiatria infantile, psicologia, neuropsicologia, valutazioni logopediche, psicoeducative e neuro-psico motorie. È in grado di fornire, oltre alle diagnosi precoce di vari disturbi dei bambini (soprattutto disturbi del linguaggio e autismo in rapida ascesa), anche un supporto con trattamenti abilitativi, nelle varie discipline, e di seguire nel percorso anche i genitori con consulenze a loro supporto. I centri operativi della coop si sviluppano nell’ambito della audiologia, foniatria, e ortottica, della psicomotricità. E sono diventati un punto di riferimento in città: un segno che la coop lavora bene, e a confermarlo ci sono anche le persone che lavorano fianco a fianco con operatori e medici del “Piccolo Principe”. Primo tra tutti Ruggero Villani, direttore di Confcooperative: «Questa cooperativa è il nostro fiore all’occhiello, ed è anche l’iniziativa di cooperazione più interessante del territorio, sia dal punto di vista di innovazione che da quello della crescita e dell’impegno di chi ci lavora». Villani ha posto l’accento sul fatto che il “Piccolo Principe risponde perfettamente ad un bisogno importante che arriva dalla città, quello di sviluppo e crescita nell’area sociosanitaria, nell’età evolutiva, e lo fa con una qualità di interventi elevata.
Tra pubblico e privato
Anche Cristina Corazzari, assessore Pubblica istruzione, spende parole lusinghiere: «Io sono fortunata perché guardo l’operato del Piccolo Principe inserendolo in un contesto di sistema educativo della nostra città, garantendo ai bambini servizi di qualità, che tendono all’inclusione e all’aiuto fattivo; quello che mi piace di più è di essere riusciti a creare un sistema tra pubblico e privato con buonissimi risultati». —
Emanuela De Domenico
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