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La Fiera apre agli animali “A tutto pet” richiama gente

S.C.
La Fiera apre agli animali “A tutto pet” richiama gente

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lo scenario

Al momento sono ancora quasi tutti al lavoro, i 150 educatori, insegnanti, mediatori culturali, psicologici e avvocati che assistono i richiedenti asilo ospitati nel Ferrarese. Il sistema di accoglienza costruito dalle 15 coop e onlus ferraresi del settore è stato infatti prorogato fino al 30 giugno, con qualche ritocco al ribasso che anticipa i tagli introdotti dalla legge Salvini. Alla scadenza della proroga, però, questi posti di lavoro saranno a forte rischio perché le coop e onlus ferraresi non hanno partecipato al bando prefettizio per la nuova accoglienza, che ha visto l’unica adesione della padovana “Un mondo di gioia”, e denunciano il nuovo sistema come portatore di «una accoglienza di bassa qualità».

così non va

Non avevano voluto commentare la notizia del bando semi-deserto diffusa dalla Nuova il 12 aprile, i 15 componenti dell’Ati accoglienza. Lo hanno fatto ieri, dopo aver concordato una posizione comune tra tutti: Matteo 25, Meeting point, Cidas, Airone, Ballarò, Eccoci, Vivere Qui, Viale K, Filippo Franceschi, Accoglienza, Amici della Caritas, Nadiya, Spagnolina, Centro donna giustizia e Città del ragazzo. Sono 640 le persone accolte, delle quali 78 impegnate in attività di volontariato e integrazione, 175 sono in tirocinio lavorativo o un corso di formazione, e 220 sono assunte con regolare contratto di lavoro. «Abbiamo cercato di far sentire questi uomini e donne “a casa loro”, ascoltato le loro sofferenze, condiviso i loro cammini di vita, corretti, ove possibile, atteggiamenti non positivi - scrivono i 15 - Il capitolato di questo nuovo bando rende impossibile molto di tutto questo. Riduce il ruolo delle coop e associazioni a distributori di piatti, posate e bicchieri di plastica e lenzuola di carta usa e tetta: le persone ospitate non avranno più la possibilità di utilizzare quanto già a loro disposizione nei singoli appartamenti, né potranno prepararsi il cibo e fare la spesa».

Manca la copertura degli oneri di sicurezza, si riducono educatori e controllori.

risparmio sì, ma...

Una riduzione della diaria (da 35 a 21 euro, all’incirca) «è condivisibile: basti pensare che in seguito alla diminuzione dei nuovi arrivi, non sono più necessari tanti interventi di prima accoglienza. Il vero risparmio però - dicono i 15 - poteva e doveva essere ottenuto attraverso una riduzione dei tempi di risposta dell’istanza di richiesta asilo (oggi in media più di 600 giorni)».

Il futuro? «La nostra scelta sarebbe quella di non mettere per strada nessuno, ma rimaniamo a disposizione (con Alleanza coop e Forum del Terzo settore) del Prefetto e delle autorità locali, per trovare soluzioni e garantire la massima dignità delle persone». —

S.C.

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