Aperti in un anno quasi cento negozi Nel commercio ricambio in centro
L’esercizio alimentare sta guadagnano sulle altre tipologie L’assessore Serra: nuove attività con bandi per le imprese
Quasi cento nuovi negozi hanno aperto in centro storico nel corso dell’ultimo anno. Una tendenza che vede comunque privilegiare la tipologia dell’alimentare e del pubblico esercizio che sta conquistando percentuali di attività rispetto alle altre tipologie commerciali.
I dati
Un segno di vitalità che garantisce comunque il ricambio, davanti al fenomeno che colpisce alcuni negozi del centro che sono costretti a chiudere. Da aprile 2018 ad oggi, nell’entro mura di Ferrara si sono registrate 45 nuove aperture di negozi “non alimentari” e 44 nuove aperture di negozi alimentari (delle quali 21 sono i pubblici esercizi come bar, locali per le consumazioni e ristoranti). Il dato tiene conto di negozi con metratura massima di 250 metri quadrati. In locali di metratura più ampia si deve registrare l’apertura di supermercati ed attività bancarie-direzionali.
Tipologie
«Tra le nuove attività non alimentari – dichiara l’assessore comunale al commercio Roberto Serra – sono annoverate aziende di abbigliamento, accessori per la casa, cartolerie, fiorerie, numismatica. Per quanto concerne le alimentari cito esclusivamente alcune attese riaperture avvenute in questi mesi quali l’ex Boni, ex Novecento ed ex Cicognani. Il mese prossimo sarà il turno dell’ex Bazzi e a breve ci saranno nuove analoghe attività al posto dell’ex Continental ed ex Venezuela».
Mercato Santo Stefano «Entro Pasqua – precisa Serra – il Comune pubblicherà anche il bando project per il mercato coperto di via Santo Stefano – metratura ben oltre i 250 metri quadrati, ma da citare in quanto occasione di riqualificazione importantissima di tutta un’area – per il quale sembrano proprie esserci degli interessati».
Le criticità
Rimane, come si diceva, anche il problema di spazi lasciati vuoti in centro e non riempiti da attività commerciali.
«A Ferrara - spiega l’assessore - ci sono indubbiamente dei negozi sfitti, come in tutte le città del Paese, grandi e piccole. In particolare i punti vendita di abbigliamento si sono negli anni ridotti rilasciando frequentemente negozi di piccola dimensione che più di altri faticano oggi a trovare nuove e buone possibilità di affittanza. Le vendite online, i tanti outlet sul territorio nazionale ed altri fattori hanno creato una concorrenza in termini di offerta da mettere in difficoltà alcune tipologie di attività site nei centri storici: temi che non possono certo essere trattati e risolti nel solo ambito comunale».
Il nuovo regolamento Unesco di Ferrara, approvato in marzo in consiglio comunale dopo un percorso condiviso con le associazioni di categoria imprenditoriali, vuole essere uno strumento utile per lo sviluppo del commercio specie nel centro storico.
«Per le Botteghe storiche in particolare - dice Serra - quest’anno si avvierà un percorso di promozione attraverso un finanziamento ottenuto dal Comune a livello regionale. La politica degli Eventi – di vario genere e dimensione – che questa amministrazione ha sostenuto nel centro storico per tanti anni fanno di Ferrara una città molto apprezzata e che si distingue: valori riconosciuti da escursionisti e turisti, a volte meno da alcuni ferraresi».
Bando regionale
Sono in arrivo nuove risorse dalla Regione per consentire ai piccoli negozi di vicinato di offrire servizi innovativi ai clienti, creando le condizioni per competere sul mercato in modo più incisivo. —
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