Partecipanza Attiva si mobilita per le donne e per l’impegno sociale
CENTO. «Eliminare ogni discriminazione tra uomo e donna», in modo che possano votare, essere elette e avere diritto al capo nella divisione ventennale. E interventi sociali, «per investire le risorse in servizi per famiglie partecipanti». Sono i primi punti del programma, per le elezioni del 5 maggio, della lista Partecipanza Attiva, composta da Augusto Balboni, Giuliano Balboni, Francesco Ferioli, Fulvio Ferioli, Daniele Fortini, Filippo Gallerani, Gilberto Gallerani, Giovanni “Gianni” Gallerani, Mirco Gallerani, Daniele Gilli, Rossano Gilli, Learco Guaraldi, Marco Guaraldi, Dionisio Lenzi, Renato Minelli, Andrea Rabboni, Alessandro Tassinari e Roberto Tassinari.
LO STATUTO
Un programma, – spiegano – «redatto per conformare lo Statuto della Partecipanza di Cento alla Costituzione italiana, da 71 anni viene disattesa nei principi fondamentali indicati dall’articolo 3».
Poi la modifica della ragione sociale dell’ente: lo scopo non può più essere la bonifica di terre incolte, «già attuato, bensì la gestione agraria del territorio, la difesa dell’ambiente», sottraendo il territorio al degrado anche «speculativo». Tra le priorità inoltre, la modifica della legge elettorale e una sostanziale riforma amministrativa: «Puntiamo non solo a introdurre una legge, simile a quella in vigore nei Comuni, con l’elezione diretta del presidente, ma anche riforme in base alle quali il bene collettivo diviene un’azienda al servizio dei proprietari».
USO COLLETTIVO
Sul fronte dell’uso collettivo delle risorse, «dovranno essere impiegate a favore delle famiglie partecipanti, anziché in operazioni finanziarie. Questo darà luogo all’acquisto di altri terreni e interventi sociali, quali la Fondazione per una struttura protetta o casa famiglia per anziani e un asilo nido per le famiglie partecipanti». Apertura poi delle sedute del consiglio alla presenza dei capisti, oltre all’introduzione della delega a disposizione dell’anziano o infermo capista sui diritti.
Su cultura e rapporti col territorio, l’ente deve diventare «veicolo di trasmissione della propria storia» e «beneficiare di tutte le misure del Piano di sviluppo rurale regionale», ottenendo anche il marchio di qualità per i prodotti delle terre della Partecipanza». —
Beatrice Barberini
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
