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Botte e sangue per lo spaccio di droga Salvini: via subito i balordi dalle città

Botte e sangue per lo spaccio di droga Salvini: via subito i balordi dalle città

Calci e pugni tra un nigeriano e un albanese. Il caso diventa uno scontro elettorale, il vicepremier il 3 maggio a Ferrara

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Botte, calci, pugni e sangue, per la droga. Ancora violenza, in piazza Castellina: un mezzogiorno di paura, innescato da due stranieri, un nigeriano di 27 anni e un albanese 40enne. Li hanno sentiti prima urlare, poi li hanno visti, il nigeriano colpire l’altro con una testata e quindi pugni e calci, rincorrendo l’albanese in via Sauro facendolo cadere a terra, contro un’auto parcheggiata. Un’altra lite nel cuore della zona Gad, che ha portato entrambi, all’ospedale: Nirjan Shpatina, 41 anni albanese, più grave, trauma cranico con 45 giorni di prognosi, mentre per Stephen Oboh, 27 anni, nigeriano, leggere contusioni e una denuncia per lesioni gravi.

Machete in testa

È lui ad esser “famoso” alle cronache, quel ragazzo cui il 30 luglio dello scorso anno spaccarono la testa con un machete. Vittima allora, aggressore oggi. Un balordo come l’altro con cui ha regolato i conti. Balordi presi di mira dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che, mentre i due correvano verso l’ospedale, ieri dopo le 13.30, twittava già: «Ennesima rissa tra immigrati nel quartiere Gad, il 3 maggio sarò a Ferrara e nelle prossime ore invierò a tutti i prefetti una direttiva per cacciare i balordi della città: dove non arrivano i sindaci, arriviamo noi». La direttiva di Salvini diventa via via il caso politico del giorno a livello nazionale (vedi servizi alle pagine 2 e 3). Prima delle parole, sono arrivati carabinieri e sanitari del 118, per soccorrere i due feriti e attivare accertamenti. Senza trovare nessun’arma (nessun «accoltellamento» nonostante lo twittasse lo stesso Ministro, informato male) ma non per questo si tratta di un episodio meno grave di altri.

Febbre elettorale

Che in piena febbre elettorale diventa caso politico. Naomo Nicola Lodi, presente sul posto e “informatore” di Salvini, parla di «fallimento sulla sicurezza che parte da 10 anni di governo locale». Per Forza Italia, la senatrice Anna Maria Bernini invita i ferraresi «a voltare pagina con il centrodestra unito sulla sicurezza». Ribatte il sindaco Tagliani: «Ma non doveva arrivare in città Salvini a sistemare le cose? Si è perso per strada oppure qualcuno gli ha detto di restare dove è perché qualche rissa in Gad fa bene al partitone». Anche il candidato sindaco Pd, Aldo Modonesi sfodera ironia: «Salvini a Ferrara? Era ora che dopo 11 mesi da ministro arrivasse in città: si è accorto che esiste anche se non ne ha ancora la felpa». Paolo Calvano, segretario Pd: «Salvini? Gli piace prendersi i meriti quando le forze dell’ordine compiono importanti azioni, ma scarica responsabilità di fronte a fatti criminali. Bela forza». Chiude la carrellata il candidato Alan Fabbri per Lega e Centrodestra: «Sulla rissa in Gad il sindaco offende i ferraresi: libereremo la città dalla violenza». —

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