Visita pastorale di Perego Il vescovo con gli ammalati
All’ospedale Sant’Anna per portare conforto ai degenti e incontrare i medici «Non possiamo e non dobbiamo scindere la carità dalla preghiera»
«È particolarmente significativo ritrovarci in ospedale, alla vigilia del Triduo pasquale, luogo simbolico di incontro delle sofferenze e dove possiamo riflettere maggiormente su che strada la nostra vita di fede ci vuole portare».
Sono state le parole del vescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego, pronunciate durante l’omelia nella messa celebrata nella cappella dell’ospedale di Cona ieri mattina. Come ogni anno il vescovo alla fine della celebrazione ha portato una parola di conforto ai malati, questa volta ai ricoverati nei reparti di chirurgia d’urgenza e dialisi.
L’omelia
«Morte e vita dunque e sofferenza e salute, si intrecciano nei corridoi di un ospedale dove diventa facile riflettere sulla passione di Cristo e dove si può meglio comprendere il duro cammino della Via Crucis verso poi la risurrezione finale».
Medici nuovi cirEnei
Perego ha sottolineato come nei nosocomi ci sono le madri sofferenti come la Madonna e i medici che incarnano i nuovi cirenei, coloro che sono deputati a dare aiuto, cure e conforto ai malati. «Dobbiamo essere sensibili, ha continuato Perego, ed essere in grado di dare il nostro sostegno agli sfiduciati, di essere vicini a chi ha perso la speranza, incoraggiandoli per non farli cadere nel baratro della rassegnazione.
Ha citato anche le parole di Papa Francesco nella riflessione sul mondo contemporaneo: «non dobbiamo e non possiamo scindere la carità dalla preghiera, e non possiamo ridurre la cristianità a una Ong, contestualmente dobbiamo essere presenti con tutte le nostre forze nell’impegno in aiuto dei poveri, dei bisognosi e dei malati».
«In queste stanze, in questi corridoi, si vede tutta la fragilità umana, la città ha bisogno dell’ospedale dove si cura il corpo, ma dove c’è un momento anche per pensare alla cura dell’anima. Bisogna riflettere molto su come si stanno modificando gli approcci alla malattia e alla vecchiaia per esempio; una volta le famiglie erano patriarcali e tutti si davano una mano, adesso invece sono sempre più mononucleari, e spesso una persona, da sola si trova sulle spalle il pensiero di un anziano o di un malato che è veramente pesante».
Questi ed altri spunti di riflessione sono stati toccati da Perego, che ha infine fatto gli auguri luminosi della Pasqua di Gesù, andando a visitare nelle unità operative i malati dell’ospedale. —
Emanuela De Domenico
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