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Minarelli 

«Non ho mai detto di essere d’accordo con l’installazione»

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PORTOMAGGIORE. Entrando nei particolari dell’iter che ha percorso la richiesta per l’insediamento a Portoverrara dell’impianto per la lavorazione dei fanghi, Nicola Minarelli ha aperto l’affollata assemblea di mercoledì sera. Dall’annuncio passando alla presentazione del progetto, alle assemblee, alla conferenza dei servizi, alle competenze, alle osservazioni.

«In tutto questo non c’è alcuna espressione politica – ha chiarito Minarelli – e se all’inizio non sono stato sufficientemente esauriente ne prendo atto. Noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo chiesto tutto il possibile: dalla strada di 4 metri asfaltata alle prove di carico. Ma anche la manutenzione con valutazione in capo al Comune, una fideiussione, piazzole, fossi di scolo. Di qui la comunicazione di una settimana fa che Arpae ha espresso un giudizio di mandare a Via l’autorizzazione. «I motivi? Non hanno chiesto un parere alla Provincia sulle strade e questo costituisce elemento di criticità – ha precisato il sindaco – Non ha specificato le compensazioni ambientali e il monitoraggio è scarso».

L’occasione ha poi permesso a Minarelli di togliersi qualche sassolino: «Io non ho mai detto che voglio quell’impianto, ma se ci sono normative che consentono l’insediamento non posso impedirlo. Ecco perché dobbiamo far cambiare la legge perché il progetto è fatto bene». Sul cosa si è fatto infine, ha ricordato l’ordine del giorno dell’Unione con il quale è stato chiesto l’intervento del Governo, che ci sia un dimensionamento agli ambiti provinciali, che vengano riviste drasticamente le sostanze pericolose e che la Regione sia severa sul fronte autorizzativo. —

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