La Nuova Ferrara

Ferrara

Il vescovo Perego sui fatti di cronaca 

«Educhiamo tutti i giovani a non scimmiottare i grandi»

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L’intervento

«È un sogno, un ’illusione che la polizia possa dare soluzioni, occorre invece responsabilità da parte di tutti: politici, istituzioni, scuola, famiglie»: non sono solo parole, punta alla concretezza il vescovo Gian Carlo Perego, perché le colpe sono di tutti, di tanti. Lo fa al margine del suo saluto pasquale, rivolto ai giovani, riprendendo le stesse parole di Papa Francesco sul ruolo che questi debbono avere nella società, poiché, ricorda nel suo messaggio il Vescovo «i giovani sembrano essere soprattutto un problema».

Lo sono, è vero per la nostra società, perché ricorda Perego, snocciolando dati e statistiche, «nella nostra provincia il livello di disoccupazione è tra i più alti». Altrettanto, i giovani che abbandonano la scuola, «siamo anche in questo ai livelli più alti per numeri di drop-out». E ancora, giovani che non lavorano e non studiano. «Anche giovani che arrivano nel nostro paese e nella nostra città e che si impegnano e guardano verso il mondo: penso ai volontari di Ibo (associazione ferrarese). A tutti loro guarda la Chiesa, perché sono il futuro» sottolinea Perego. Ma guardando al presente eccoli altri giovani che “sono” un problema e in questi giorni le cronache lo hanno dimostrato: nella piccola criminalità della zona Gad o nella scuola media con offese antisemite. Perego non si sottrae ad un commento su «questi giovani che delinquono o che scimmiottano il mondo degli adulti con atti di bullismo». Parte da qui il suo monito alla responsabilità, anche sulle parole «che si impone da parte dei modelli educativi, e da parte di chi parla di verità che può essere strumentale». Serve responsabilità anche e soprattutto «nella gestione della cosa pubblica e non credo che in un momento così delicato possano esservi risposte facili». Anche sui quartieri difficili, la nostra Gad: «occorre abitarli, non fare di questi, luoghi isolati, affinchè tornino ad essere dei giardini». L’allusione all’acronimo del Gad, e pur calibrando le parole sulla visione strumentale dei fatti che accadono, chiude perentorio: «Sì, resta un sogno, un’illusione che tutto possa risolversi con le forze dell’ordine». —

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