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«Si sta impoverendo la Berco» Il sindacato minaccia scioperi

«Si sta impoverendo la Berco» Il sindacato minaccia scioperi

Dalan (Uilm): rischiamo fino a 250 esuberi, non possiamo più fare finta di niente Si chiede condivisione, in maggio è previsto un incontro con i vertici della Thyssen

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COPPARO. «È in atto un depauperamento strisciante della fabbrica e della professionalità dei lavoratori. Nelle recenti assemblee si respirava un’aria preoccupata, ci è stato chiesto di fare qualcosa. Penso che non possiamo esimerci dal fare il nostro dovere di sindacalisti. Non possiamo più fare finta di niente».

Paolo Dalan, segretario generale della Uilm di Ferrara, teme a breve un «nuovo 2013 e 2016». Ovvero le ultime due pesanti ristrutturazioni che hanno coinvolto la Berco di Copparo. E se l’azienda non dovesse dare risposte rassicuranti, spiega, «sarà inevitabile tornare alla mobilitazione».

attrezzeria a terzi

L’ultimo incontro tra i sindacati e i dirigenti dello stabilimento copparese c’è stato giovedì sera. Non è andato bene, secondo l’esponente dei metalmeccanici della Uil.

«Erano due i punti fondamentali – racconta –. Se sul versante dell’inasprimento dei controlli sui lavoratori all’uscita della fabbrica, finalizzati a prevenire eventuali furti di materiale, l’azienda ha frenato, su quello dell’attrezzeria l’atteggiamento è preoccupante. In prospettiva c’è la volontà di cedere ad aziende terze la gestione di quello che è in pratica il cuore della Berco».

Un altro segnale piuttosto preoccupante per i dipendenti, non certamente il primo in questo frangente complicato. Tanto che Dalan si spinge a lanciare a l’allarme su «250 potenziali esuberi – segnala il sindacalista – che sarebbero un sacrificio pesante, dopo che negli ultimi dieci anni il numero dei dipendenti si è in pratica dimezzato. E visto che per i circa 170 lavoratori interinali al momento manca qualsiasi certezza».

«non ci sono certezze»

Ora nel mirino dei sindacati c’è il coinvolgimento diretto della casa madre, il colosso Thyssen Krupp. Un incontro potrebbe già essere fissato tra il 7 e l’8 maggio.

«È vero che la Thyssen – dice Dalan – ha messo sul piatto 45 milioni di investimenti e che i conti dell’azienda sono positivi. Ma vorremmo vederci chiaro e condividere obiettivi, oltre che le modalità di arrivare a raggiungere una maggiore efficienza, di cui avvertiamo anche noi l’esigenza. Ma questo non devono pagarlo i lavoratori».

L’azienda vuole introdurre anche a Copparo la filosofia produttiva giapponese, il cosiddetto modello Toyota, basato sulla produzione “snella”, strettamente connessa al mercato, riducendo al minimo i tempi morti. È una modalità produttiva che richiede la collaborazione della forza lavoro. «E noi non diciamo no – chiarisce Dalan –, siamo d’accordo sui principi. Ma è chiaro che, nello stesso momento, tutto ciò non deve colpire i dipendenti. Devono esserci certezze sul posto di lavoro. L’incontro di inizio maggio sarà la cartina di tornasole: dovesse essere deludente, non escludo forme di mobilitazione, assieme agli altri sindacati. Come nel 2016». —

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