L’incubo del caro-Iva «Aliquota al 13% ipotesi inaccettabile»
Agrinsieme mette le mani in avanti in vista della manovra di bilancio 2020
la protesta
«Aumentare l’Iva nel 2020 assesterebbe un colpo durissimo al settore agricolo, già fortemente penalizzato nella catena di formazione dei prezzi dei beni di consumo primari. Si tratta di una misura sconsiderata dal punto di vista sia economico che sociale, perché colpirebbe indistintamente ogni fascia della popolazione, anche quelle più deboli». Commenta così Stefano Calderoni, coordinatore di Agrinsieme Ferrara, il paventato aumento dell’Iva dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giovanni Tria.
ipotesi choc
L’ipotesi è di passare dal 10 al 13% per l’aliquota che riguarda molti beni di consumo primari come carne, pesce, ma anche energia elettrica e gas per uso domestico e dal 22 al 25% per aliquota su beni comunque essenziali come abbigliamento, prodotti per la casa ed elettrodomestici. Parliamo dell’aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i Paesi dell’area dell’euro.
«Il nostro settore sta attraversando un momento particolarmente delicato – continua Calderoni – perché quasi in tutti i comparti stanno affrontando il problema di prezzi bassi pagati alla produzione, che sta rendendo difficoltoso, in generale, ottenere un reddito soddisfacente. La scarsa remunerazione rende poi quasi impossibile effettuare investimenti per l’innovazione, necessari perché il nostro agroalimentare continui a rimanere un’eccellenza mondiale. Un contesto difficile che non può essere ulteriormente aggravato da un aumento delle aliquote Iva, in particolare quella del 10%. Perché passare al 13% significa aumentare di un terzo e dal punto di vista microeconomico è un incremento considerevole, che porterà a una inevitabile diminuzione dei consumi. Un calo che non sarà del 3%, ma proporzionalmente maggiore a causa del condizionamento psicologico, soprattutto nelle fasce con redditi più bassi».
danno e beffa
Oltre al danno socio-economico, evidenzia Agrinsieme, c’è anche la beffa, perché «non solo si deprimerebbe il sistema economico, ma non si farebbe nulla per ridare linfa al nostro sistema produttivo. Le associazioni agricole e le cooperative agroalimentari di Agrinsieme chiedono da sempre misure per favorire la competitività, in particolare la diminuzione del cuneo fiscale e una minor tassazione sulla manodopera». Finora non arrivano segnali positivi dalle misure economiche espansive e ora si aggiunge l’incubo-Iva: «Una soluzione che non possiamo accettare» conclude Calderoni. –
A. T.
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