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il fondo del direttore

Incastrare vita e lavoro

Luca Traini
Incastrare vita e lavoro

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Armonizzare i ritmi di lavoro con le necessità della famiglia, incastrare gli impegni d’ufficio e di casa, è tema cruciale. Esigenza crescente, concordano le ricerche. L’ultima (Opinium research per LinkedIn, 1.300 corregionali) dice che quattro emiliani su dieci cambierebbero lavoro per stare di più con i propri cari; sono inaspettatamente più di coloro che puntano ad un aumento di stipendio. Ben vengano, allora, investimenti mirati e interventi pubblici. Come i fondi regionali per abbattere le rette dei centri estivi dove portare i bimbi durante le lunghe vacanze scolastiche, lunghe sempre più delle ferie di mamma e papà. Come il più intraprendente bando “conciliazione vita-lavoro” di Sipro e Comune di Ferrara per incentivare progetti di welfare aziendale, con contributi fino a diecimila euro. Soldi che possono essere destinati a coprire le rette delle scuole d’infanzia dei figli dei dipendenti (solo scuole d’infanzia private, attenzione) o acquistare software per il telelavoro, ma anche investiti in progetti innovativi di riorganizzazione.

Ottimo. Non fosse che, per come è stato varato, il bando non pare destinato a stimolare ulteriori buone pratiche, come invece ufficialmente dichiarato alla voce “finalità”. E’ una questione di tempi. L’avviso è stato pubblicato il 14 marzo, ma pubblicizzato questa settimana - e i termini scadono il 15 maggio. Meno di un mese per concordare un intervento, progettarlo, implementarlo, rendicontarlo, raccogliere i documenti e presentarli; meno di un mese in cui cade una sfilza di feste e ponti… Finirà che saranno premiati quegli imprenditori così ben illuminati da aver già investito (per tempo e conservando le carte) sui capitoli giusti - può accadere perché il bando copre le spese sostenute da gennaio 2018. Altro che favorire la nascita di nuovi progetti: si darà un riconoscimento a quel poco che (meritoriamente) già c’è e che (se non si vuol pensar male) ci sarebbe comunque stato. Suona come un’occasione persa. Peccato.

Buona Pasqua.



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