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mobilità ferroviaria 

In aumento i treni soppressi nelle tratte dei pendolari

Record sulla Bologna-Portomaggiore, male anche la Ferrara-Codigoro Situazione migliore sulla Suzzara-Ferrara. Il M5s punta il dito sulla Regione

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Sono oltre 1.300 i treni locali soppressi nell’ultimo anno a livello regionale, una quota significativa dei quali sulle linee che servono la nostra provincia: Suzzara-Ferrara, Ferrara-Codigoro e soprattutto Bologna-Portomaggiore. È quanto emerge dalla denuncia firmata da due esponenti M5s, la consigliera regionale Silvia Piccinini e il portavoce parlamentare Davide Zanichelli, che si basano sui dati forniti dalla Fer, la società gestrice delle linee. Rispetto all’anno precedente l’incremento record delle soppressioni si è registrato proprio sulla tratta che collega il capoluogo regionale con Portomaggiore.

dati e confronti

Non vengono specificati il motivo e il preavviso delle soppressioni, quindi è difficile dare un peso specifico a questi dati in termini di disagi reali a carico di chi utilizza ogni giorno queste linee: un conto è infatti venire avvisati nei giorni precedenti della soppressione e magari dei servizi sostitutivi, tutto un altro essere lasciati a piedi all’ultimo momento. Si può comunque evidenziare l’aumento delle corse soppresse nell’ultimo anno, +5,74%, e soprattutto rispetto al 2014: addirittura +25%. La tratta in assoluto più in difficoltà sotto questo punto di vista sembra la Modena-Sassuolo, con 361 treni soppressi nel 2018, pari al 44,98% in più rispetto all’anno precedente. Subito dopo, in questa poco lusinghiera classifica, si piazza comunque la Bologna-Portomaggiore, con 296 corse “sparite” in dodici mesi e un peggioramento davvero molto significativo. Da un anno all’altro, infatti, le soppressioni sono aumentate di oltre il 155%, un record assoluto, e anche il +60% rispetto al 2014 può gettare nello sconforto studenti e lavoratori pendolari.

Gli utenti della Ferrara-Codigoro, se non altro, possono regolarsi meglio, perché le soppressioni restano costanti a distanza di anni: 67 nel 2018, 61 l’anno prima e 66 nel 2014. L’altra tratta che interessa maggiormente il territorio ferrarese, la Suzzara-Ferrara, ha visto migliorare la situazione rispetto a cinque anni fa, anche se i treni spariti in un anno sono ancora 89. Quanto alla Portomaggiore-Dogato, nel suo unico anno di funzionamento ha collezionato la bellezza di 152 soppressioni, e solo la sua chiusura ha probabilmente evitato qualche record per nulla invidiabile.

regione nel mirino

Queste linee sono da tempo nell’occhio del ciclone per via del ventilato riassetto proprietario, che potrebbe portarle sotto l’ombrello di Ferrovie dello Stato, tutte o in parte. Il M5s vi ha acceso un riflettore e non perde l’occasione per rinfocolare le polemiche: «Visto che una parte predominante delle cause che hanno portato alla soppressione e cancellazione di queste corse è rappresentata sia da problemi legati al materiale rotabile (competenza Tper) che all’infrastruttura vera e propria (attribuibile a Fer), crediamo che le responsabilità della Regione davanti a questo ennesimo disastro della nostra mobilità ferroviaria siano evidenti - sottolineano Piccinini e Zanichelli - Nonostante le tante promesse fatte da Bonaccini e dall’assessore Donini sul miglioramento del nostro sistema ferroviario regionale, di fatto stanno obbligando i pendolari emiliano-romagnoli a viaggiare su treni in perenne ritardo e che spesso non riescono proprio a partire».

I pentastellati puntano il dito anche sull’aggravamento della qualità dell’aria indotta dai bus sostitutivi delle corse soppresse. —

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