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La sinistra è senza un “suo” candidato Voti in libertà e possibili sorprese

Stefano Ciervo
La sinistra è senza un “suo” candidato Voti in libertà e possibili sorprese

C’è un’area politica priva di punti di riferimento È la prima volta, scelte elettorali non scontate 

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lo scenario

È sicuramente vero che la tradizionale contrapposizione destra-sinistra ad un’elezione amministrativa si stempera e che nell’attuale panorama dominato dai giallo-verdi le categorie politiche vanno riviste, ma l’assenza di un candidato di sinistra alle urne del 26 maggio, in una città come Ferrara, resta un fatto storico. E solleva sul web i lamenti degli elettori “orfani”, tanti o pochi che siano, i quali s’interrogano su quale candidato scegliere.

La rinuncia ormai certificata anche da parte di Potere al popolo di presentare un proprio candidato e una lista, infatti, segue ai forfait delle formazioni a sinistra del Pd, che come Mdp hanno scelto di fare gli ospiti con qualche candidato in altre liste (nel caso dei bersaniani, Azione civica di Roberta Fusari); oppure non lasciano tracce di sé, come Sinistra italiana o i Verdi, e questo proprio quando le tematiche ambientali promettono di diventare dirimenti. Nell’era Tagliani il vessillo della sinistra era stato impugnato da Irene Bregola piuttosto che da Giuseppe Fornaro, in precedenza il Pci-Ds non contemplava presenze alla sua sinistra.

In questa tornata le speranze a sinistra erano appuntate sul polo civico ed in particolare sul movimento Battito della città, nel quale si sono affacciati esponenti di partiti storici assieme a quelli dei comitati civici. Il fallimento di quell’esperimento ha isolato appunto un enclave elettorale priva di punti di riferimento sicuri.

Chi se ne avvantaggerà? Bisogna vedere quanti di questi voti saranno intercettati da chi ha tenuto un profilo più ambientalista e appunto di “sinistra”, come Fusari, e quale sarà l’incidenza dell’astensionismo. Nonostante il lavoro tra i movimenti della segretaria Ilaria Baraldi, non appare semplice per i dem dirottare sulle liste di appoggio ad Aldo Modonesi flussi significativi da quell’area.

Potrebbe quindi succedere che il M5s confermi un certo appeal su parte di quell’elettorato, o che, paradossalmente fino ad un certo punto, finisca per essere premiata la promessa di cambiamento avanzata dalla Lega. All’eventuale ballottaggio anche questa incognita peserà. —

Stefano Ciervo

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