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strage di pasqua  

Sri Lanka, dura condanna della comunità islamica

An.Bo.

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Mentre nella chiesa di San Francesco a Ferrara, che ha vissuto la sua prima Pasqua da cattedrale, padre Orazio domenica mattina celebrava la messa, una lunga serie di esplosioni simultanee si è verificata in hotel di lusso e chiese durante le celebrazioni di Pasqua in Sri Lanka, causando morti e feriti.

Le esplosioni sono state otto, in cinque chiese e tre hotel. Si calcolano 290 morti e almeno 500 feriti, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi. Ci sono 35 turisti stranieri, fra le persone morte, tra loro americani, britannici, olandesi e portoghesi. Sarebbero i miliziani del National Thowheeth Jama’ath, un gruppuscolo islamico poco conosciuto, i responsabili dell’ondata di attentati contro la comunità cristiana.

Hassan Samid, presidente del Centro di cultura islamica di Ferrara e provincia e Waheed Akbar, rappresentante della comunità pakistana a Ferrara esprimono la loro piena solidarietà ai cattolici di tutto il mondo. «Questa non è religione, questo è terrorismo ed ogni forma di violenza va condannata – dicono con forza – In un giorno così importante per la comunità cristiana non possiamo fare altro che esprimere il nostro dolore più profondo». «L’unica strada è quella del dialogo – spiega Hassan Samid – seguendo le orme del Papa che si sta facendo in quattro per arrivare alla pace». «Chi fa queste cose non ha niente a che vedere con la religione. Preghiamo quindi tutti insieme».

Anche i cittadini musulmani che vivono nella nostra città hanno voluto esprimere la loro vicinanza.

«C’è una sola regola ed una sola religione: il rispetto - dice Albrahimi Panajot - Quello che è successo è gravissimo ma non sono stati i musulmani, sono stati i terroristi e tutti insieme dobbiamo combatterli e dire basta». «È un orrore - interviene Paola Lazarica - Ma questo deve farci andare oltre, deve spingerci ad unirci contro chi vuole solo creare caos e morte». «Abbracciamo tutti i cristiani - aggiunge Shera Luan - perché siamo uomini e donne, tutti uguali e non esiste religione che dice di uccidere». —

An.Bo.

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