Tutti in piazza il 25 aprile, con polemiche
Presenti gli otto candidati sindaco. Fabbri: la sinistra strumentalizza una festa di tutti. Modonesi: derby solo allo stadio
Il 25 aprile a Ferrara non divide i candidati sindaci, che si ritroveranno sotto il palco di piazza Municipale ad ascoltare i discorsi ufficiali di partigiani e combattenti. Nessuno, a partire dal candidato leghista Alan Fabbri, seguirà quindi l’esempio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, poco interessato al «derby fascisti-comunisti», e dei ministri leghisti, che diserteranno le celebrazioni.
Qualche schizzo polemico lo si coglie comunque qua e là, pur in un panorama mai così poco partitico e caratterizzato da candidati e liste che s’ispirano al civismo.
poca incertezza
Non ha ancora certezze assolute Andrea Firrincieli, ma solo perché «sono ancora un privato cittadino, che quel giorno sarà ancora impegnato negli adempimenti burocratici per presentare la lista: non farò passerelle ma onorerò questa celebrazione come ho sempre fatto, anche in divisa» dice il colonnello dei carabinieri, in lizza con InnovaFe. Tra gli altri civici Roberta Fusari annuncia la presenza in piazza sia alla mattina che alla rievocazione storica del pomeriggio, «vedremo di essere presenti come lista in tutte le manifestazioni». Giorgio Massini ieri sera aveva il direttivo della sua Ferrara libera «per organizzare la nostra presenza alle celebrazioni», mentre Alberto Bova (Italia in Comune), convalescente da una piccola operazione alla gamba, garantisce comunque di essere in piazza. Francesco Rendine (Gol) rimane in città per lavoro, «qualche volta ho partecipato alle celebrazioni, in altri casi ero fuori Ferrara: quest’anno ci sarò».
schermaglie
Tra i rappresentati dei poli politici nazionali la posizione più articolata è quella di Fabbri: «Salvini? Io andrò alle celebrazioni della mattina e anche alla rievocazione storica. Mio nonno era un partigiano bianco, un alpino che dopo l’armistizio venne deportato in Germania ma riuscì a liberarsi e fece la Resistenza sui monti. La sua storia ci ricorda che il 25 aprile è la festa di tutti - dice il candidato del centrodestra - anche se la sinistra spesso ha cercato di strumentalizzarla: ho partecipato qualche volta a riunioni Anpi nelle quali sembrava ci potessero essere solo “compagni”, ma i partigiani sono stati anche democristiani, liberali».
Aldo Modonesi, candidato del centrosinistra, indosserà la fascia per guidare l’ammainabandiera del pomeriggio, e non rinuncia a una punzecchiatura, «il 25 aprile non lo scopro oggi, in occasione delle elezioni. E i derby si giocano allo stadio». Per Tommaso Mantovani (M5s), «il 25 aprile va partecipato senza dubbi, l’antifascismo non può comunque essere strumentalizzato: e fatemelo dire anche come storico». —
S.C.
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