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Malaria, calano i turisti malati Ma nel mondo fa ancora stragi

Malaria, calano i turisti malati Ma nel mondo fa ancora stragi

Bassa incidenza del virus nel Ferrarese, ogni anno ricoverati tra i 5 e i 6 pazienti  Più attenzione e profilassi prima di viaggi a rischio e al ritorno occhio ai sintomi

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Ha una incidenza nella nostra provincia di 1,5 casi per 100mila abitanti, contro quella media in regione di 2,6 casi: stiamo parlando di malaria, una malattia che interessa giovani, età media 30,7 anni, nati in Africa, provenienti da Paesi subsahariani che contraggono l’infezione al rientro temporaneo nel paese d’origine, soprattutto Nigeria, Ghana e Burkina Faso. Spesso la tendenza è quella di sottovalutare la malattia, non effettuando la corretta profilassi farmacologica.

Meno turisti ammalati

Mentre i casi di malaria importata da viaggiatori italiani per turismo si sono invece ridotti a meno del 10% delle forme diagnosticate. Questi i dati che fotografano il problema della malaria a Ferrara, per cui come accade ogni anno, domani si celebra la Giornata mondiale. La malaria è una grave malattia infettiva causata da parassiti trasmessi all’uomo da zanzare del genere Anopheles e in Italia è presente solo in forma importata, in quanto è stata eradicata tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60. Ma in buona parte del mondo è invece endemica, con circa 500 milioni di malati ogni anno ed oltre un milione di morti. Insieme a tubercolosi e Aids, costituisce oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta ed è in assoluto la prima patologia infettiva d’importazione, trasmessa da vettori, in Europa e negli Stati Uniti.

Nell’Unità operativa di Malattie infettive ospedaliera (diretta da Marco Libanore) e nella corrispondente Sezione universitaria vengono ricoverati in media ogni anno 5-6 pazienti ai quali viene diagnosticata una forma di malaria d’importazione. Per la diagnosi, a Ferrara sono presenti tutti gli strumenti in Laboratorio, così come l’Unità Operativa dispone di farmaci di ultima generazione contro le forme di resistenza più forti. Occorre dire che di malaria ci interessiamo sempre più in occasione di viaggi nei luoghi più a rischio: ed è per questo motivo che la profilassi idonea per chi si reca in zona endemica va studiata caso per caso, in base al paese visitato, al tipo di viaggio e alla durata del soggiorno.

Dopo un viaggio

La malaria si contrae in seguito alla puntura della femmina di zanzara del genere Anopheles dopo che questa è stata a sua volta infettata con il sangue di un soggetto malarico. Nell’uomo il parassita malarico si modifica, localizzandosi prima nel fegato (epatociti) e quindi successivamente invadendo i globuli rossi, dove si riproduce. E dopo l’incubazione arrivano i sintomi: la malaria da Plasmodium Falciparum compare in media dopo 7-14 giorni con febbre alta, mal di testa, nausea, vomito, diarrea, sudorazioni e tremori: attenti, questa è la forma più grave, anche mortale. Le altre forme sono meno gravi e i sintomi possono presentarsi anche a distanza di settimane o mesi: dunque, di ritorno da paesi a rischio prestate la massima attenzione. —

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