Punto Nascite da difendere Patto tra Regione e Comune
All’ospedale centese meno parti rispetto alla soglia fissata L’obiettivo è fare sì che le partorienti del distretto vadano al Santissima Annunziata
CENTO. Comune e Regione in campo per salvare il Punto Nascite di Cento. Obiettivo, ritornare a quota 500 parti all’anno, facendo diventare l’ospedale Santissima Annunziata, punto di riferimento per partorienti del Distretto Ovest e dei comuni limitrofi del bolognese. Piena sinergia poi sulla volontà di valorizzazione dell’ospedale di Cento.
È quanto emerso dall’incontro tenuto a Bologna dal sindaco Fabrizio Toselli, affiancato dal consigliere con delega alla sanità Stefano Parro. Tra gli argomenti all’ordine del giorno trattati in Regione, il primo per importanza, è stato quello del mantenimento del Punto Nascite.
L’OBIETTIVO
Un obiettivo da perseguire con convinzione, visto che per il Punto Nascite dell’ospedale di Cento, il 2018 si è chiuso con 329 nascite, ben al di sotto della soglia dei 500 parti all’anno fissata dall’accordo Stato-Regioni per il mantenimento o l’attivazione dei punti nascita. Sul tema, la Regione ha chiesto al governo una riflessione nell’ambito del Patto per la salute, specificando di non intendere ridiscutere i parametri, ma di contare di arrivare con gli opportuni interventi alla quota prefissata. Ciò a cui si fa riferimento, è alla deroga per un biennio alla chiusura per i punti nascita con meno di 500 parti l’anno dell’autunno 2018 concessa dal ministero della Salute su richiesta dalla Regione.
L’IMPEGNO
«L’amministrazione comunale è e sarà impegnata sul mantenimento del Punto Nascite – hanno confermato Toselli e Parro –. L’obiettivo è fare in modo che donne residenti nel distretto scelgano di partorire fruendo dei servizi presenti sul territorio, tanto più a fronte della controtendenza delle donne del Bolognese, che al Santissima Annunziata si recano ad esempio da San Giovanni, Crevalcore e Pieve di Cento». Fare rete dunque è la parola d’ordine: «Anche in virtù della sua posizione baricentrica e della sua precisa identità, l’ospedale di Cento – rimarcano il sindaco e il consigliere – si può candidare infatti ad avere un ruolo anche verso una parte della provincia di Bologna, inserendosi in ragionamenti di complementarietà con altri territori e strutture vicine». —
Beatrice Barberini
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