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L’OK AL DECRETO CRESCITA  

Rimborsi, soglia fino a 200mila euro ma col sì dell’Ue

Rimborsi, soglia fino a 200mila euro ma col sì dell’Ue

L’appello di comitati e sodalizi dopo la norma che cambia  la platea dei ristori automatici. Fabbri (Lega): grande vittoria Balboni (Fdi): rischio bocciatura

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Ultimi ritocchi per il ristoro dei risparmiatori vittime dei crack bancari, nel Decreto Crescita approvato l’altra notte dal Consiglio dei ministri. I rimborsi saranno automatici per il 90% della platea, ovvero per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro, elevabile a 200.000 se la Commissione europea darà l’ok.

Per il restante 10% è prevista la creazione di un indennizzo semiautomatico, con la semplificazione dei processi di verifica di una Commissione tecnica attraverso la classificazione in diverse categorie delle violazioni massime e dei criteri che conducono all’erogazione diretta dell’indennizzo. In due decreti attuativi saranno definiti i criteri per la presentazione delle domande di rimborso che dovranno essere presentate entro 180 giorni e la composizione della commissione tecnica. I rimborsi verranno erogati non prima di fine anno, anche nel caso di procedura “diretta”.

I commenti dei comitati

L’ultima puntata della “telenovela” dei rimborsi ha ispirato l’appello di numerose associazioni di risparmiatori (Marche-Unione Nazionale Consumatori, Vittime del Salvabanche, Associazione Dipendiamo Banca Marche, Associazione Azionisti Banca Marche, Coordinatore Risparmiatori Azzerati Carife, Movimento Risparmiatori Traditi). I sodalizi riconoscono «il cambiamento nella volontà di ascolto e di partecipazione alla formazione del testo da parte dei sottosegretari Villarosa e Bitonci nei tanti incontri avuti al Mef (Ministero Economia e Finanza)» e «nella disponibilità di questo governo a prevedere 1 miliardo e 500 milioni di euro a favore dei risparmiatori azzerati, rispetto ai provvedimenti del precedente governo che hanno azzerato i risparmi delle 4 banche risolute».

Un plauso, poi, al presidente del Consiglio Conte e alla scelta di ampliare «il numero dei risparmiatori che accederanno automaticamente al Fondo, così accogliendo la nostra linea». Fin qui le cortesie il richiamo al «senso di responsabilità». A partire dal paletto che «tutti i risparmiatori di tutte le banche coinvolte, beneficino del Fondo» e dalla rapidità con cui il governo dovrà arrivare «al provvedimento finale nell’interesse degli oltre 300.000 risparmiatori azzerati, dando loro risposte concrete». Un messaggio che non lascia fuori le «associazioni e i loro rappresentanti» invitati a mettere «da parte le divisioni che poco interessano i diritti dei risparmiatori». Perché «300.000 risparmiatori non possono più aspettare ulteriori ritardi». L’ok al Decreto Crescita non è passato inosservato in casa Lega. «Il via libera del Consiglio dei ministri alla norma sul rimborso dei risparmiatori è una grande vittoria per tutti i ferraresi colpiti dal crac Carife e per tutti coloro che hanno lottato per ristabilire principi di giustizia e di tutela del diritto al risparmio. Per la prima volta risparmiatori truffati verranno rimborsati di quanto hanno perso. Alla faccia di chi diceva che non avremmo fatto nulla», è il commento di Alan Fabbri, candidato sindaco di Ferrara per il centrodestra.

Perplesso il giudizio di Alberto Balboni, senatore di FdI, che alle prossime amministrative sostiene Alan Fabbri: «L’innalzamento della soglia di patrimonio mobiliare ai 200mila euro decisi inaspettatamente dal governo rischia di aprire un contenzioso con l’Ue, con la prospettiva che venga contestato l’aiuto di Stato e si inneschi un ulteriore braccio di ferro che ritardi la corresponsione dei rimborsi. —

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