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Lotta anti-zanzare Dopo il 2018 “nero” l’ordinanza modello Multe fino a 500 euro

Gi.Ca.
Lotta anti-zanzare Dopo il 2018 “nero” l’ordinanza modello Multe fino a 500 euro

L’anno scorso a Ferrara il boom della “tigre” con +98% Ma si punta a contenere anche la “culex” e la West Nile

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Nel 2018, grazie ad una particolare combinazione climatica di umidità e temperatura, il Comune di Ferrara si è confermato un paradiso per la zanzara tigre. I dati raccolti e pubblicati dalla Regione descrivono una effettiva invasione che si è ripetuta con la stessa intensità soltanto in alcune zone della Romagna.

Ferrara alla fine l’ha spuntata e si è aggiudicata il primato della proliferazione delle uova di questo fastidiosissimo (e pericoloso) insetto: +98% rispetto al 2017 con Rimini a ruota (+94%) e Cesena un po’ più staccata (+78%). In Emilia Romagna, parafrasando lo zodiaco cinese, è stato l’anno dell’aedes albopictus, la cui «densità stagionale» è cresciuta in media del 41% (solo a Parma il dato della diffusione è stato negativo, con un sorprendente -13%).

L’epidemia del 2018

La zanzara tigre, come è noto, è il vettore di virus come Chikungunya, Zika e Dengue mentre la puntura della “culex”, tipica zanzara padana, può scatenare la temibile infezione da West Nile Virus che l’anno scorso, nella sua forma più grave, quella neuroinvasiva, ha provocato oltre 40 decessi in molte regioni italiane, in particolare del nord (la metà concentrati in Emilia Romagna, 10 in provincia di Ferrara).

Comprensibile quindi l’obiettivo delle autorità regionali di uniformare i trattamenti anzi-zanzare su tutto il territorio emiliano romagnolo concentrando le prescrizioni in un’ordinanza tipo per la «prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori ed, in particolare, di zanzara tigre e zanzara comune». Il documento tiene conto delle evidenze emerse in due convegni che si sono svolti a Bologna a fine 2018. Finora è stato adottato da una manciata di comuni (Bettola, Fiorenzuola D’Arda e Ponte dell’Olio, in provincia di Piacenza).

L’assessore comunale alla Sanità, Chiara Sapigni, annuncia l’adozione delle ordinanze anche a Ferrara, in collaborazione con Regione e Asl.

Il testo regionale ricorda che «anche in Italia nel 2007 e nel 2017 si sono manifestate epidemie di febbre da Chikungunya» e che «nel 2018 si sono verificati numerosi casi di West Nile in Europa». Lo Stivale è risultato «la nazione maggiormente interessata», con situazioni «di emergenza sanitaria direttamente collegabili alle zanzare, vettori accertati di arbovirosi che comportano un grave pericolo incombente, di dimensioni tali da costituire una concreta ed effettiva minaccia per la salute dei cittadini». Viene confermata la lotta ai focolai larvali «con adeguati trattamenti larvicidi» mentre le disinfestazioni contro gli insetti adulti sono «da considerare solo in via straordinaria» e devono essere mirate su «siti specifici».

I primi trattamenti

A Ferrara, ma anche in altri comuni del territorio, la prevenzione anti-larvale è già in corso da qualche settimana. Gli addetti di “Ageste” stanno provvedendo alla disinfestazione di tombini e caditoie.

Con l’apertura della stagione delle sagre e delle manifestazioni estive, che richiamano folti assembramenti, si moltiplicheranno anche gli interventi adulticidi. L’ordinanza prevede obblighi anche per i privati. Sebbene notizie di multe per i trasgressori siano anche meno che rare il documento fissa sanzioni con importi compresi fra 25 e 500 euro.

A confermare che non si tratta di una preoccupazione solo locale c’è la recentissima pubblicazione a cura del ministero della Salute del «Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu 2019». —

Gi.Ca.

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