Passione trattori d’epoca Una collezione di gioielli a nafta o avviati a mano
In mostra a Consandolo i mezzi agricoli di proprietà di Paride Demaria Tutti ben custoditi e funzionanti, il più vecchio ha più di un secolo
la storia
Una passione nata dall’amore verso la terra e i motori, quella per i trattori d’epoca da parte di Paride Demaria, in passato addetto alla raccolta e inscatolamento dei piselli. Ne possiede una cinquantina, tutti ben custoditi e funzionanti nella casa di Consandolo.
«Ho iniziato per caso nel 1989, acquistando un trattore ormai dismesso nel veronese», spiega con entusiasmo Demaria.
tra landini e orsi
Il mezzo è ben allineato e pronto per l’esposizione che si terrà in via Sorbaro 8 da domani al 1º maggio (dalle 10 fino a sera, ingresso gratuito, info 338.2828734) ed è stato costruito nel 1940 nelle officine Landini di Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia.
La passione di Paride è stata trasmessa ben presto al figlio Mirco, meccanico, grande esperto in materia. «I primi mezzi della Landini erano raffreddati “a vasca”, mentre quelli più recenti hanno ventole di raffreddamento», spiega. In mostra anche un SuperLandini da 50 cv del 1949, un vero gioiello per l’epoca: è alimentato a nafta e a inizio produzione, nel 1936, costava 33mila lire.
Se in Emilia è stata la Landini a farla da padrone, in Toscana erano più richiesti i trattori Orsi, prodotti a Tortona a partire dagli anni trenta. «Una delle caratteristiche di questi mezzi è avere l’assale più alto, che meglio si adatta alle campagne della Maremma», racconta Demaria. Particolare curioso: a differenza dei Landini, serve staccare il volante di guida per far partire il trattore.
Tutti i trattori dell’epoca erano chiamati “a testa calda”, in quanto l’avviamento del motore si ottiene riscaldando con una fiamma prodotta da una lampada a benzina o a gas la calotta metallica posta come “testa” del motore. Nel giro di pochi minuti questa diventa rovente: imprimendo a mano 2-3 colpi sulla pompa d’iniezione del combustibile e una successiva spinta sui volani, avviene la compressione del pistone e l’innesco della combustione. Una volta avviato, il motore mantiene in modo autonomo una temperatura di esercizio della calotta di circa 500 gradi, più che sufficiente all’autoaccensione del combustibile.
i balilla e il tedesco
Oltre ai trattori Landini e Orsi, sono presenti anche i famosi “Balilla”, costruiti nel ventennio fascista, con avviamento a manovella e un Fordson americano. Ma la vera punta di diamante della collezione Demaria è un trattore di origine tedesca che ha ben 118 anni. «Il telaio è costituito dalle classiche traverse delle ferrovie, mentre le ruote sono quelle che venivano utilizzate nei cannoni della Prima Guerra Mondiale. Veniva utilizzato nelle risaie. L’avviamento avveniva a mano e l’alimentazione era a benzina e petrolio», conclude fiero Paride Demaria.
Presenti anche trebbie, turbine per pompare acqua e vuotare i maceri della canapa e trattorini adatti nelle fornaci per spostare le pietre, quando ancora non esistevano i muletti. Visibili pure alcune Piaggio Vespa, un esemplare di Lambretta, alcuni Motom e un Mosquito. —
Stefano Balboni
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