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Lega Consumatori «Cauto ottimismo per gli azzerati Carife»

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«Aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Crescita per le opportune valutazioni, tuttavia non si può negare che il Governo stia tenendo il passo, l’attuazione del Fir si sta muovendo, un ulteriore passo è stato fatto».

Così Enrico Scarazzati di Lega Consumatori Ferrara interviene sulla questione dei rimborsi ai risparmiatori azzerati. La componente leghista dei consumatori appare fiduciosa nel buon esito della lunghissima partita che in questi lunghi mesi ha tenuto sulle spine i vari governi che si sono succeduti dopo il crac delle banche.

«A breve, insieme al consigliere regionale Alan Fabbri, che in questi anni è sempre stato a fianco degli azzerati, organizzeremo un incontro con i cittadini per illustrare in modo dettagliato il funzionamento del decreto e le pratiche da completare per l’ottenimento dei rimborsi».

Per Scarazzati si tratta di «un altro passo compiuto verso l’operatività del Fondo Indennizzo Risparmiatori istituto con la Legge di Bilancio 2019 e implementato con il Decreto Crescita».

Il Fir, infatti, ha una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro suddivisi in tre anni e potranno accedere al Fondo i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018.

Con il Decreto Crescita, dice Scarazzati, «parrebbe confermato il fatto che anche chi ha già ottenuto qualcosa potrà ottenere l’indennizzo, come gli obbligazionisti subordinati che hanno ottenuto già l’80% delle obbligazioni, e i quali arriveranno sino al 95% del rimborso e tutti i soggetti che rientreranno in uno dei due requisiti potranno presentare una semplice istanza al fondo e percepire l’indennizzo in maniera automatica».

I requisititi da rispettare saranno, in maniera alternativa o 35mila euro di imponibile Irpef, pare per l’anno 2018, o 100mila euro di beni mobiliari.

«Con l’intento di inserire una platea più ampia possibile nella procedura automatica, il Decreto Crescita alzerebbe il requisito del patrimonio mobiliare da 100 a 200 mila euro», spiega ancora la Lega consumatori, anche se sarà necessaria l’approvazione della Commissione Europea. —

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