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Presenza di acidi nel Po Serravalle s’interroga sull’allarme dal Veneto

D.M.
Presenza di acidi nel Po Serravalle s’interroga sull’allarme dal Veneto

Il livello di perfluoroacrilici sarebbe ritenuto esagerato Ma alla centrale di potabilizzazione non si rilevano anomalie

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Serravalle. Le “chiacchiere” fanno presto a diffondersi e nonostante ci sia un... Po di mezzo le voci arrivate ieri a Serravalle dalla vicina Corbola, nel rodigino, sono nuovamente allarmanti per la situazione inquinante delle acque del Grande Fiume.

le dichiarazioni

Trascorse in tranquillità la Pasqua ed il 25 aprile, ecco che è subito ricomparso l’allarme. Questa volta il Veneto fa sul serio: «La Regione Veneto porterà alla Procura della Repubblica i dati dei rilevamenti nelle acque del Po che confermano una presenza di Pfas (la sigla indica Sostanze Perfluoro Alchiliche, acidi perfluoroacrilici: è una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale; ndr) di nuova generazione a livelli anomali». A parlare è Nicola Dell’Acqua - commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione civile -, in conseguenza alla contaminazione da Pfas in provincia di Vicenza, Verona e Padova: «In tema di Pfas, la Regione Veneto sta cercando di spiegare a tutta Italia che se non saranno definiti dei parametri nazionali non si potrà limitare l’uso di queste sostanze ed agire con le necessarie bonifiche dei siti già inquinati. Nel Po ci sono Pfas in quantità 100 volte superiori a quelle di miteni mentre il C6O4 (Pfas di nuova generazione) in quantità quasi 2000 volte superiore. È nostro dovere far rilevare questa situazione e lo faremo la settimana prossima alla Procura, così come l’Arpav lo ha già fatto nel 2013 per le sostanze Pfoa e Pfos».

attenti alle parole

Ma a quanto pare questi valori esagerati ci sono solo in Veneto: i rilievi eseguiti altrove (Emilia e Lombardia) parlano diversamente. Ma fra la gente c’è molta apprensione: è potabile o no quest’acqua? Dalla centrale di potabilizzazione di Serravalle non arrivano allarmi, come pure una settimana fa quando è nata la vicenda. E c’è chi si schiera contro il governatore Zaia. «Sull’emergenza Pfas non si possono far suonare campanelli d’allarme indistinti, senza poi dire cosa si ha intenzione di fare. Chi governa ha precise responsabilità e deve stare attento a come usa le parole». Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito democratico, replica a distanza al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «I rilevamenti fatti da Lombardia ed Emilia Romagna smentiscono le parole del governatore: in entrambe le regioni la situazione non è paragonabile a quella del Veneto. Se l’allarme è a ragion veduta si rapporti con le altre Regioni e faccia seguire misure di protezione» . —

D.M.

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