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report sulla sanità 

S. Anna, il paziente promuove il personale Criticità per pulizie, vitto e informazioni

Gi.Ca.
S. Anna, il paziente promuove il personale Criticità per pulizie, vitto e informazioni

Da un sondaggio su mille ricoverati i punti di forza e debolezza. Ok alle stanze spaziose, poche proteste sui tempi d’accesso 

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Promossi a pieni voti per la disponibilità del personale infermieristico e di supporto, per il rispetto della privacy nella comunicazione delle informazioni riservate, per la flessibilità degli orari e per lo spazio nelle camere. Promossi, ma con qualche riserva, per le informazioni ricevute prima e al momento del ricovero, per la collaborazione del personale medico, per la pulizia dei locali, per la qualità del cibo.

Questa volta a stilare la pagella sono stati i pazienti del Sant’Anna che hanno aderito a un questionario promosso dall’azienda sanitaria ed eseguito dal servizio interno “Acquari” che ha coinvolto 1.059 persone sulle 1.207 contattate al momento della dimissione: un po’ più donne (53%), per il 96% utenti italiani.

i voti dal posto letto

L’ospedale visto dai pazienti presenta un profilo fondato sulla “qualità percepita” (l’oggetto dell’indagine) non proprio coincidente con il quadro che può emergere da una consultazione estesa ai dipendenti, fornitori di servizio o visitatori. È comunque un punto di vista al quale è certamente corretto attribuire un peso speciale. Il giudizio sintetico tiene conto delle valutazioni espresse da chi è stato ricoverato in urgenza e da chi è entrato con un accesso programmato (reparti chirurgici e in parte dipartimento oncologico).

Così si scopre che per il paziente il tempo di accesso tra prenotazione e ricovero non è determinante come per gli accompagnatori: la percentuale di soddisfazione più bassa (66.7%) proviene dall’utenza passata attraverso il dipartimento di emergenza (pronto soccorso), per gli altri dipartimenti (chirurgico, chirurgico specialistico, neuroscienze e riabilitazione, medicina, oncologico e materno infantile) il dato è compreso in una forbice che ha per estremi 84 e 97%.

Uno dei punti di debolezza mostrati dal report riguarda il materiale informativo ricevuto al momento dell’ingresso in reparto: in tutti i dipartimenti l’incidenza degli insoddisfatti va dal 19.6% e al 27.2%. Se la disponibilità delle informazioni viene spostata nella fase precedente al ricovero solo nel dipartimento medico e in neuroscienze e riabilitazione le lamentele toccano il 24% e il 17%, negli altri casi il dato è decisamente più basso. Nel periodo di ricovero chi ha trascorso più tempo in ospedale era in riabilitazione, in medicina e in oncologia.

camici e camere

Qualche criticità sull’atteggiamento del personale medico, per quanto i livelli di soddisfazione dichiarati dall’utenza si mantengano elevati, si nota in neuroscienze e riabilitazione (16.1% insoddisfatti per la scarsa chiarezza delle informazioni ricevute sui rischi legati alle cure) e nel dipartimento chirurgico (15%) mentre infermieri e personale di supporto (oss) raccolgono giudizi positivi che oltrepassano abbondantemente il 90% in tutti i dipartimenti.

Il rispetto della privacy non rappresenta un problema in nessun dipartimento né per lo scambio di informazioni riservate né per operazioni delicate svolte davanti ai pazienti. Sulle informazioni ricevute per il trattamento del dolore lo scenario è più variegato: tra materno infantile, dipartimento medico e neuroscienze e riabilitazione la quota degli insoddisfatti si colloca tra il 16.1 e il 20.7%. Uno dei punti dolenti è la pulizia dei locali (bagni inclusi) che esce con qualche difficoltà dalla rilevazione nel materno infantile (15.3% di insoddisfatti), nel dipartimento medico (14.7) e nel dipartimento chirurgico (18.9). Tra gli aspetti più apprezzati c’è invece l’ampiezza delle camere, da sempre uno degli argomenti preferiti da chi sostiene la scelta del nuovo ospedale fuori città. L’insoddisfazione sta sotto il 4% in tutti i dipartimenti tranne che nel materno infantile (7%). Per la qualità del cibo il discorso è un po’ più complesso e rivela un significativo livello di sofferenza: il gradimento è più basso nel materno infantile (insoddisfazione al 23%), nel dipartimento medico (26.2) e in quello chirurgico (34%).

Il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, commentando i dati presentati al Comitato consultivo misto annuncia che sulle criticità relative alle informazioni fornite all’utenza «metteremo a punto un progetto dopo aver completato i lavori per l’orientamento, che sono in corso. Una verifica sarà compiuta dagli uffici di controllo interni, come per il servizio alberghiero. Su vitto e pulizie l’esito è stato comunicato anche ai fornitori di servizio (Prog.Este). Sensibilizzeremo inoltre il personale sulla questione del trattamento del dolore. Dall’indagine emerge un livello di soddisfazione rilevante e diffuso, ma su alcuni aspetti possiamo ancora migliorare». —

Gi.Ca.

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