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Affittuari contestano la Partecipanza «Aumentate le spese per orti e cortili»

Beatrice Barberini
Affittuari contestano la Partecipanza «Aumentate le spese per orti e cortili»

Oltre al canone dovranno far misurare le superfici occupate La protesta: ora l’ente ci costringe a pagare geometri e tecnici

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CENTO. La Partecipanza Agraria di Cento invia a casa dalle famiglie la lettera per la “riconsegna del terreno” delle aree cortilive. Con la possibilità di scegliere, entro 15 giorni, se rinnovare il contratto o rinunciare al terreno in affitto. Tuttavia sia per il rinnovo sia per la rinuncia, i “fumanti” (i residenti nelle case sulle aree della Partecipanza ma che non sono tra le 90 famiglie originarie dell’ente) si trovano costretti a dover incaricare a proprie spese tecnici e ditte specializzate per planimetrie e abbattimenti. E per gli orti, firmare una convenzione con Confagricoltura. Così la Partecipanza si prepara “a spese” dei fumanti, alla Divisione ventennale dei capi. E scatta la protesta.

LA SORPRESA

In tanti dalle frazioni e non solo, dopo l’arrivo della comunicazione che i contratti sono scaduti nel 2017 e l’obbligo, tempo 15 giorni dal ricevimento della lettera, di presentare richiesta di rinnovo o di rinuncia, ieri si sono recati negli uffici della Partecipanza di corso Guarcino per chiarimenti.

Tra questi, un gruppo di residenti di XII Morelli: «Una mattinata in fila – spiegano i morellesi Andrea Cavallini, Maurizio Breviglieri, Andrea Gruppioni, Angiolino Bregoli, Gloria Tassinari e Marco Sitta – per sentirci dire che le mappe devono essere aggiornate e che ogni affittuario deve provvedere a proprie spese a fare le misurazioni dei terreni e a comunicare le metrature alla Partecipanza. È evidente che ognuno dovrà incaricare un geometra: una cosa mai accaduta prima. Su richiesta di vedere la delibera e capire di chi sia la responsabilità di aver scaricato tutto su noi che, pur non essendo capisti, abitiamo sulle terre della Partecipanza e paghiamo l’affitto, ci è stato risposto che il provvedimento è stato deliberato dal consiglio».

LA RICHIESTA

A quel punto i morellesi hanno chiesto di poter consultare l’atto e «la risposta è stata che occorre fare richiesta di accesso agli atti ma che non è detto che ci vengano consegnati. Eravamo in tanti, e tutti contrariati dalla decisione e dalle modalità. Riteniamo sia ingiusto».

Sono arrabbiati i cittadini, dopo aver ricevuto la lettera che riporta la firma del commissario straordinario Stefano Sola e del segretario Alessandro Tassinari. In caso di rinuncia all’utilizzo, il terreno va ripristinato ad uso agricolo entro il 31 ottobre, a propria cura e spesa e dopo aver pagato gli affitti 2017/18 e 2018/19. Obbligatorio poi allegare planimetria dello stato dei luoghi, con individuazione delle piante a dimora, redatta da un tecnico, e il preventivo di spesa di una ditta specializzata per esecuzione dei lavori, fidejussione e copia della denuncia rilasciata dal Comune di abbattimento degli alberi in base alle procedure previste.

DOCUMENTI IN SERIE

Nel caso in cui l’interessato non provveda al ripristino nei tempi e modi previsti, la Partecipanza chiederà il pagamento della penale e dei danni per la mancata disponibilità del terreno all’assegnazione ventennale, annunciando ricorsi a vie legali. In caso invece vi sia interesse al rinnovo del contratto, si precisa per 9 anni, oltre alla comunicazione da inviare entro 15 giorni dovrà sottoscrivere il contratto di locazione dell’area cortiliva, il regolamento per la buona conservazione dell’area e documenti in serie. Lo stesso se c’è l’interesse a mantenere il possesso dell’area per usi agricoli.

La notizia delle protesta si è in breve diffusa e la lista Famiglie Partecipanti ha deciso di chiedere «al commissario di sospendere subito questa procedura e rimettere il tutto al nuovo consiglio che si insedierà dopo il voto del 5 maggio», ribadendo di essere «contrari a questa modalità che impone tempi impossibili da osservare e spese gravose e sostanziali a carico dei fumanti». In più, sottolineano gli esponenti di Famiglie Partecipanti, «non accettiamo che sia gettata la colpa sull’intero consiglio: si dica chi ha deciso di procedere in questi modi e tempi». —

Beatrice Barberini

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