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orticole 

La cipolla, un toccasana che si fa valere nei campi

Andrea Tebaldi
La cipolla, un toccasana che si fa valere nei campi

Nel Ferrarese destinati 85 ettari alla coltivazione di varietà precoci e semitardive Le esperienze di due produttori di Confagricoltura a Bondeno e nel Mezzano 

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L’areale ferrarese è terreno particolarmente vocato alla produzione di orticole; carote, pomodori, zucchine, asparagi sono nostre eccellenze, di rado si parla di cipolle, coltura non particolarmente diffusa nella nostra provincia. L’Emilia Romagna vanta il 30% della produzione nazionale, pari a 3.072 ettari dedicati con Ravenna, Forlì e Piacenza le province sul podio.

85 ettari coltivati

Ferrara segue a distanza con 85 ettari, con la maggior parte dei terreni associati a Confagricoltura Ferrara.

La cipolla, della famiglia delle liliaceae e originaria dell’Asia occidentale, conta diversi tipi e varietà con diverse forme del bulbo e tunica esterna (buccia). Sulle tavole tutto l’anno grazie alla frigoconservazione, le cipolle si distinguono per l’epoca di maturazione in primaverili, estive, autunnale; sono utilizzate per la produzione industriale e il consumo fresco (soprattutto le precoci) la cui varietà più conosciuta risulta essere la rossa di Tropea, tipica per il bulbo a fiaschetta e il gusto molto dolce.

Il nostro areale ferrarese si distingue per la produzione di cipolle semiprecoci e tardive. Riccardo Dondi di Bondeno, associato a Confagricoltura Ferrara con terreni destinati a orticole e seminativo da anni destina 2 ettari in rotazione alla produzione di cipolle bianche, rosse e tardivo dorate. In raccolta da fine luglio la varietà precoce bianca, Honeymoon, a cui seguirà la rossa Red moon per concludere il raccolto entro ferragosto con la Crockett, dorata, a forma di trottola e con un bulbo grosso.

Questa la sua analisi: «Durante la semina è importante rullare il terreno, affinarlo, per procedere all’impianto dei bulbi o al trapianto delle piantine. Attualmente la coltura sta procedendo al meglio e, proprio grazie a tutte le attenzioni presemina, la siccità non ha creato problemi. Ottima per qualità la produzione dello scorso anno con circa 600 quintali per ettaro; una coltura che mi ha sempre riservato soddisfazione e buone entrate».

un toccasana

Nella valle del Mezzano Claudio Lazzari, associato a Confagricoltura Ferrara con terreni destinati a orticole, vendita diretta dei prodotti e proprietario dell’agriturismo La Trava ogni anno destina circa mezzo ettaro di terreno alle cipolle. «Tutte le nostre produzioni sono destinate alla vendita diretta o usate in agriturismo. La cipolla è una coltura che ci dà soddisfazione anche grazie all’impasto del terreno particolarmente adatto alle orticole; lo scorso anno nel nostro ridotto appezzamento ne abbiamo prodotto più di 350/400 quintali. Abbiamo trapiantato le primaverili (cipolle rosse molto simili alla tropea) che andremo a raccogliere a fine maggio, mentre abbiamo seminato le invernali, sia rosse che dorate, che andremo a raccogliere ad agosto. A causa dell’apparato radicale molto superficiale, la cipolla è molto sensibile agli stress idrici, pertanto siamo intervenuti con alcune irrigazioni». Oltre a farci commuovere per un particolare olio etereo a base di zolfo, responsabile della lacrimazione, la cipolla ha grandi qualità organolettiche; è ricca di sali minerali e iodio, ha azione lassativa, stimola attività renale e con buona azione antidiabetica. Inoltre abbassa la glicemia e combatte l’ipertensione. —

Andrea Tebaldi

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