Prosperi-Sacrati compagno di banco dei Diamanti sogna il rilancio
Aperture straordinarie solo per questo week end L’edificio ha già un piano di ristrutturazione ma ci vorranno ancora anni
È da tempo caduto nell’oblio, nella dimenticanza, ma adesso, grazie anche ad un salvifico finanziamento da 5 milioni di euro, a cui si aggiungerà quello da 1 milione per i lavori post terremoto del 2012, potrebbe ritrovare tra alcuni anni il suo fastoso splendore. Stiamo parlando di Palazzo Prosperi-Sacrati, compagno di banco di Palazzo dei Diamanti, una delle strutture più belle e ricche di storia della città.
Eccezionalmente ieri è stato aperto per una breve visita guidata, anche se le chiavi di ingresso che portano allo scalone principale non funzionavano, per far rivivere, qualche attimo dei dimenticati lussi antichi. Come ha ricordato Silvana Onofri, del laboratorio “Arch’è”, che ieri ha fatto gli onori di casa accogliendo i visitatori nell’atrio del grande palazzo, «siamo molto orgogliosi di aver aperto il Palazzo dell’archiatra ducale Francesco Da Castello e le sue antiche pertinenze, perché va ricordato che questo è il primo fondato nell’Addizione Erculea del 1493, (Terza Addizione), ed è generalmente chiuso per restauri». Notoriamente la città di Ferrara ha assunto la connotazione urbanistica moderna grazie ad una sequenza di “addizioni” ovvero di ingrandimenti, del nucleo iniziale del centro. Imponenti appunto, quelli voluti dopo il 1480, creati sia per scongiurare attacchi da parte di Venezia su versante settentrionale del nucleo abitato, sia anche per dare spazio alle parate militari e agli ingressi gloriosi in città di personaggi illustri.
La struttura del “Prosperi” è di particolare pregio, con un loggiato cinquecentesco ad ampio respiro con colonne classiche ancora originali. Il portale, malgrado il degrado in cui versa, si staglia in tutta la sua imponenza. Il Palazzo, praticamente sempre chiuso, da tre decenni è di proprietà del Comune, ma per varie vicissitudini non è stato mai restituito alla città. Ha subito parecchie modifiche e cambiato moltissime destinazioni d’uso. Da caserma (Gorizia), ad alloggio per militari, per diventare anche un granaio quello descritto nell’opera “Il Giardino dei Finzi Contini”. Ieri aperti anche i cancelli sul quadrivio rossettiano del Liceo Ariosto. –
Emanuela De Domenico
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