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Cerimonia con dedica Una nuova via per i carristi d’Italia

Margherita Goberti
Cerimonia con dedica Una nuova via per i carristi d’Italia

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Una pioggia battente ha penalizzato ieri mattina la cerimonia che si è tenuta nel quartiere Villa Fulvia, per l’intitolazione di una strada ai Carristi d’Italia.

Erano giunti con i loro labari da tante città, per partecipare all’evento, ricordare il corpo militare dell’esercito ed i numerosi soldati caduti dentro i carri armati, ma un tempo davvero inclemente ha penalizzato un incontro tanto atteso.

Dopo la sessa nella chiesa del Beato Tavelli officiata dal parroco don Danillo Bisarello che ha sottolineato l’importanza del percorso della pace che non deve mai venire meno e che anche lui ha fatto il militare in fanteria, si è formato un corteo con labari ed ombrelli per arrivare al luogo della cerimonia dove autorità militari ed il vice sindaco Massimo Maisto attendevano protetti da un gazebo. Nonostante il maltempo non sono mancati sia l’Inno Nazionale che “La canzone del Piave” e l’alzabandiera, così da rendere omaggio ai presenti ed all’intero corpo dei carristi. Qualche difficoltà la pioggia l’ha creata anche alla bandiera che aveva fatto un sol corpo con la lapide poi con l’aiuto di un attrezzo si è riusciti a toglierla del tutto fra gli applausi generali.

«Quante volte noi carristi abbiamo sentito l’ultimo appello lanciato prima che la divisione Ariete si lanciasse verso morte certa», ha ricordato il vice presidente dell'associazione nazionale carristi italiana Davide Baldin . «In quelle poche e coraggiose parole viene riassunto tutto il carattere dei Carristi. Siamo un corpo scelto; dentro quel carro fatto di ferro siamo una famiglia che divide tutto, anche la stessa sorte che non ha voluto arriderci. Forse sono state le scelte poco illuminanti di certi comandanti, l’inferiorità tecnologica dei nostri mezzi ma di sicuro mancò la fortuna non il valore»

Baldin prosegue facendo poi riferimento alla storia che non li ha visti vincitori ma sicuramente fieri ed orgogliosi di aver fatto il proprio dovere fino in fondo perché non si sono mai tirati indietro quando è stato loro chiesto di tenere posizioni o di andare all’assalto contro un nemico soverchiante di mezzi e di uomini.

« Oggi – ha concluso – orgogliosi eredi dei nostri carristi, dedichiamo questa strada a voi perché non si perda la memoria del vostro insegnamento e dei vostri valori. Viva i carristi! Viva l’Italia!». —

Margherita Goberti

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