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L’iper afflusso a Cona 

Carradori (Sant’Anna): al Pronto soccorso presto servizi migliori

In un anno accessi aumentati del 48%, boom nelle feste Situazione complessa ma gestibile: ci saranno più spazi

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L’emergenza c’è, e si vede, ma si stanno mettendo in atto procedure per farla rientrare e rendere il servizio a misura di paziente. Stiamo parlando del Pronto soccorso dell’Ospedale di Cona nel quale si registra un iper-afflusso pressoché costante. Così, dopo la notizia dell’attesa di oltre 14 ore per un codice giallo, abbiamo fatto il punto con la direzione.

Crescita dal 2012

E scoperto che la crescita esponenziale delle presenze (in ospedale e pronto soccorso) inizia dal 2012, anno spartiacque tra vecchia e nuova visione del pronto soccorso. «Nel 2012 - conferma il direttore generale Tiziano Carradori - gli accessi complessivi erano 75.078, l’aumento negli anni è stato costante e significativo, basti pensare che nel 2017 siamo passati a 87.900 e nel 2018 a 91.613». I numeri parlano chiaro, le presenze al pronto soccorso di Cona aumentano, mentre parallelamente quelle degli altri pronto soccorso e dei punti di intervento Usl diminuiscono: da 84.543 annui a 67.728 a Cento, Argenta, Lagosanto. Analizzando i dati salta facilmente all’occhio la relazione tra crescita del Ps di Cona e la diminuzione degli accessi in altri punti di primo soccorso, dove gli arrivi calano e tanti si spostano verso Cona.

«Ci sono molte ragioni che possono spiegare questa situazione - ricorda Carradori -: innanzitutto c’è un pronto soccorso generale affiancato poi da quelli specialistici ortopedico, oculistico, pediatrico, ginecologico. E per questi servizi la gente è portata a scegliere Cona, indipendentemente dalle altre offerte». La situazione è diventata però insostenibile quando da una media giornaliera di 130/140 accessi (42% in più rispetto la media 2018), si è balzati ai 185 accessi del 26 aprile, in cui le attese sono diventate insostenibili con picchi di ore di permanenza al triage. «Le presenze - ha continuato Carradori - arrivano dall’esterno, da Rsa e altri pronto soccorsi; per questo stiamo mettendo in atto le trasformazioni per migliorare una situazione complessa ma non ingestibile».

Più spazi e medici

«Prima tra tutte l’aumento degli ambulatori - spiega Carradori - con quattro spazi in più rispetto a prima, la creazione di un open-space, la diversificazione delle aree ad alta e bassa complessità assistenziale e naturalmente il potenziamento del personale«. Fino all’inizio del 2018, le unità di personale medico in servizio in pronto soccorso erano 26, per passare oggi a 33; incrementato anche il numero di infermieri e ausiliario. I medici di emergenza-urgenza però sono merce rara. «Abbiamo già effettuato le procedure dei concorsi per potenziare il comparto diagnostico-radiologico; sono già disponibili 5 medici radiologi in più e possono già prendere servizio: un dato importante, creare azioni per ridurre liste d’attesa (diagnostica e specialistica) avrebbe un impatto positivo nel ridurre l’iper-afflusso in pronto soccorso». —

Emanuela De Domenico

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