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Edifici da bonificare Più di 40 interventi ma la strada è lunga «Più attenzione»

Samuele Govoni
Edifici da bonificare Più di 40 interventi ma la strada è lunga «Più attenzione»

Oggi alla Madonna della Corba una messa per le vittime Alberti (Aeac): adesso al lavoro su un ex frigo di Migliaro

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Sono ancora centinaia, forse migliaia le coperture in cemento amianto disseminate nella provincia di Ferrara. Individuare un numero, una cifra esatta di edifici da bonificare è praticamente impossibile. Un censimento sul territorio, relativo alle strutture in questione, non è stato fatto. Quello che si può fare è procedere in maniera mirata, di concerto con i proprietari degli immobili o con chi li ha in gestione.

le bonifiche

Il Comune di Fiscaglia, uno dei più attenti del Ferrarese in materia di rimozione delle coperture in cemento amianto, dopo l’importante bonifica del capannone che si trova alle porte di Massa Fiscaglia (duemila metri quadri di copertura rimossi, ndr), ora si sta lavorando su un’altra struttura in mano, come nel caso precedente, ad un curatore fallimentare.

«Si tratta di una vecchia costruzione situata a Migliaro che - spiega Alberto Alberti, presidente di Aeac, associazione esposti amianto e altri cancerogeni - per lo stato di degrado in cui si trova, deve essere bonificata entro un anno. L’amministrazione e il curatore fallimentare stanno lavorando per rimuovere tutto».

La costruzione, un ex frigo per lo stoccaggio della frutta, si trova nel contesto abitativo del paese vicino a scuola, case e centro anziani: «Si deve intervenire al più presto».

Nel corso dell’ultima legislatura sono state 48 le strutture valutate dall’ufficio ambiente e su 40 di esse il Comune è intervenuto o sta intervenendo. «Si tratta di interventi di diversa entità che - ha spiegato Fabio Tosi - vanno dalla bonifica di piccole pertinenze domestiche a complessi più grandi come i capannoni. Attualmente stiamo lavorando sull’ex frigo, intervento che ho preso personalmente a cuore insieme a Alberti e ai cittadini».

la ricorrenza

Domenica si è celebrata la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Oggi alle 10 al santuario della Madonna della Corba a Massa Fiscaglia verrà celebrata una messa per tutte le vittime e al termine del rito, proprio ai piedi del monumento ad esse dedicato, ci sarà un momento di dialogo con il vice presidente di Anmil nazionale, Alberto Alberti e il sindaco di Fiscaglia, Sabina Mucchi.

la sensibilizzazione

«Un censimento delle strutture con le coperture in cemento amianto non è stato fatto ma - spiega Adolfo Buzzoni della Medicina del lavoro - le misurazioni ambientali non rilevano tracce di inquinamento dato da fibre aerodisperse e questo è un bene». Naturalmente, come sostiene l’esperto, è doveroso lavorare sulla sensibilizzazione dei proprietari di strutture che si compongono di cemento amianto affinché procedano alla rimozione di questo materiale che appartiene al passato.

«È vero che non c’è, per ora, un obbligo amministrativo ma rimuovere e smaltire correttamente questo tipo di coperture è importante». Non sono pochi i “furbetti” che rimuovono lastre di cemento amianto dai tetti e poi le abbandonano lungo fossi e campagne per evitare i costi dello smaltimento ma, e viene da sé, non è questa la soluzione.

lastre consumate

Le intemperie possono incidere sullo stato del materiale ma sono le “azioni meccaniche” le cose che vanno davvero evitate. «Più le coperture sono poste in basso più subiscono. Capita spesso - conclude - di vedere lastre su pollai o garage, appoggiare materiali sulle lastre comporta uno sfregamento e questo va evitato o quantomeno ridotto al minimo. Più le coperture sono in alto, come quelle ad esempio posizione sui capannoni, meno costituiscono un pericolo di dispersione. Sarebbe comunque positivo rimuoverle». —



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