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«No a quella terra all’ex zuccherificio»

«No a quella terra all’ex zuccherificio»

Il coordinamento e gli ambientalisti contrari al progetto Sipro «Arriveranno materiali la cui provenienza non è chiara»

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COMACCHIO. “No alla discarica nell’ex zuccherificio”. Nello slogan scelto dal Coordinamento No Discarica assieme a Legambiente e all’Associazione ornitologi è perfettamente riassunta la presa di posizione di buona parte dei cittadini di Comacchio che ieri pomeriggio hanno riempito la sala polivalente di Palazzo Bellini.

IL PROGETTO

Secondo il Coordinamento il progetto di Sipro (proprietaria dell’area) ha poco a che vedere con la rinaturalizzazione della zona e sarebbe solo una enorme discarica edulcorata. «Montagne di terreni bonificati che arrivano non si sa da dove, abbellita da piante e stagni senza però sapere cosa c’è dentro quella roba». I numeri portano senza dubbio a una riflessione. «Sipro porterebbe 25mila metri cubi di terra all’anno per dieci anni. 250mila metri cubi di materiale la cui provenienza non è chiara - spiega Sandra Carli Ballola - e che non lo sarà mai perché Arpae non si pronuncia. E perché Sipro dopo la bonifica non li riporta da dove vengono? Siamo stanchi di farci prendere in giro e non lo permetteremo, come non lo abbiamo permesso con la ex Cercom».

IL RECUPERO

Quindi è meglio lasciare la zona nel degrado in cui è oggi? «No. Abbiamo un progetto già pronto che potrebbe essere finanziato interamente dalla Regione e che vedrebbe una riqualificazione sana e indolore». Terreni puliti, creazione di vasche con 1.500 euro per ettaro all’anno. Ma non c’è tempo perché il bando scade il prossimo 14 giugno. «Avremmo un’area bella e pulita e lo potremmo fare entro un anno con finanziamenti pubblici anche per altri 20 anni».

METALLI PESANTI

Al Coordinamento «va bene una rinaturalizzazione, ci mancherebbe - sottolinea Maura Tomasi - peccato che i terreni che dovrebbero arrivare saranno di classe B e quindi pieni di metalli pesanti e non adatti. Decontaminati non vuol dire che sia terra buona, per 10 anni nessuno si potrà avvicinare. Ma se non vanno bene per gli uomini, come possono pensare che possano sopravvivere gli animali? È una discarica, è un accumulo di terreno derivante da lavorazioni. Il sindaco fa finta di niente: qui non c’è nessuno dell’amministrazione, chiedetevi perché».

«Ci volevano dare un’industria chimica, abbiamo vinto e ci vogliono dare una discarica. Dite che ci stiamo inquinando - concludono dal coordinamento -: non possiamo offrire pesce avvelenato e passeggiate al veleno. Difendiamo Comacchio».

L’APPELLO

L’appello è a Sipro: «Porti la terra altrove e ceda la gestione dell’area a Coordinamento o a Legambiente e permetta ai cittadini di avere una vera oasi dando la possibilità di partecipare al bando».

A sorpresa, tra il pubblico, i responsabili di Petroltechica intervenuti «per correttezza di informazione». Sono quelli dei terreni, «per intenderci. Noi prendiamo i terreni inquinati dagli idrocarburi. I terreni arrivano da noi e noi togliamo gli idrocarburi. Sono terreni che arrivano dalle piazze, dai centri storici dove una volta c’erano i distributori. Noi li puliamo. I dati forniti non sono corretti, venite a vedere il nostro impianto a San Giovanni». «Lo sappiamo bene, è una fogna. Ci fumano i terreni», urla qualcuno. « L’odore c’è - è stata la risposta - ma ci sono enti su enti che controllano». —

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