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Partecipanza Autonoma punta su giovani e ampliamento dei capi

Partecipanza Autonoma punta su giovani e ampliamento dei capi

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CENTO. «Rispetto dell’eredità lasciata dai padri e apertura ai giovani capisti, per dare alla Partecipanza un futuro come giardino verde d’Italia e incidere nelle scelte economiche e urbanistiche del territorio». Si presenta così, guidata da Vasco Fortini, a Partecipanza Autonoma, in corsa per il rinnovo del consiglio dell’ente centese con Giuliano Ardizzoni, Fausto Balboni, Paolo Balboni, Donato Borghi, Sauro Bregoli, Paolo Bretta, Claudio Cristofori, Roberto Farioli, Marzio Ferioli, Enrico Filippini, Mauro Fortini, Gilberto Gilli, Maurilio Guaraldi, Paolo Nannini, Gabriele Pirani, Gianfranco Salvi, Serio Tassinari.

PRIMO PASSO

Primo indispensabile passo dopo le elezioni del 5 maggio, «trovare entro 10 giorni un accordo con tutte forze del nuovo consiglio per la Divisione dei capi. È attesa non solo da 5 industriali agricoltori, bensì da tutti i capisti indistintamente. Tutti legittimi proprietari, in quanto eredi di un capo».

Sarà il nuovo consiglio «a definire modalità e progetto per la divisione, o con l’opzione (terra a chi la coltiva e soldi a chi non la lavora) o a sorteggio. Ma tutto il patrimonio agricolo dell’ente deve andare in divisione, aumentando così l’estensione del capo (oggi di 5.800 metri quadri, 7.600 mq e 9mila mq), anche per i 500 capisti che hanno diritto di prendere il capo sotto casa (cacciapadora). Col patrimonio acquisito in questi 20 anni, la prima misura del capo potrà essere estesa ad 8,5-9mila mq».

GLI OBIETTIVI

Possibile per Partecipanza Autonomia, un’alleanza basata sulla condivisione dei punti del programma: «Per i capisti serve equo trattamento». E l’apertura ai giovani: «Il capista anziano può decidere di delegare il figlio, perché partecipi alle elezioni e diventi parte attiva nel rinnovamento dell’ente».

Le modifiche statutarie vanno anche nella direzione dell’apertura alle donne, che devono poter votare «ed essere votate, e ricevere il capo in eredità, ma non trasmetterlo». Utilissimo per Partecipanza Autonoma, il consorzio per la manutenzione delle strade private a uso pubblico: «Comune e Partecipanza si spartiscano le spese, lasciando fuori i capisti». Poi la regolamentazione degli scarichi di acque reflue, riorganizzare la gestione amministrativa, «produrre in ambito agricolo progetti in sinergia con l’università, per partecipare a bandi regionali ed europei e accedere a finanziamenti che portino investimenti sul territorio». —

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