Ex zuccherificio Sipro apre le porte alla discussione
L’azienda lunedì ospiterà il Coordinamento per il No La proposta è quella di cedere l’area ai contestatori
In questi giorni il tema più discusso sia sui banchi del consiglio comunale che nelle sale civiche è la questione relativa all’ex zuccherificio di Comacchio e la sua rinaturalizzazione attraverso l’importazione di fanghi prodotti dalla Petrolchimica Spa di Ostellato.
l’incontro
Dopo un vivace incontro nella sala polivalente lunedì scorso, la Sipro ha accettato di incontrare i responsabili del Coordinamento per il No il 6 maggio. Il motivo? La Sipro è proprietaria dell’area e il Coordinamento ha chiesto che la stessa gli venga ceduta (si è fatta avanti anche Legambiente, che appoggia il Coordinamento così come l’associazione ornitologi) così da realizzare un nuovo progetto senza fanghi e finanziato interamente dalla Regione Emilia Romagna.
i fanghi
Ma perché i fanghi non piacciono e sono definiti rifiuti? Il materiale è lavorato utilizzando tecnologie di “biopile” il cui fondamento è rappresentato dalla capacità di numerosi ceppi microbici di attaccare, in ambiente controllato, un largo spettro di molecole chimiche trasformandole in energia e nutrimento facendo diventare dunque il terreno inquinato, in questo caso da idrocarburi, terreno “bonificato” utilizzabile anche a scopi appunto di rinaturalizzazione.
Il progetto prevederebbe la realizzazione di una garzaia e l’importazione dei fanghi (250mila metri cubi) lavorati e depositati a creazione di una sorta di oasi verde di 35 ettari.
il coordinamento
D’altro canto però, parte della cittadinanza rappresentata da un coordinamento composto da alcune forze di opposizione e Legambiente si oppone a detto progetto considerando i vari pericoli legati alla contaminazione delle falde ivi presenti e alla reale bontà del terreno movimentato che potrebbe di fatto non essere del tutto salubre, arrecando forse più danni che altro. La proposta consiste nello spostamento di terreni già presenti nel sito per la realizzazione di una zona umida con isole e specchi d’acqua il tutto attraverso finanziamenti regionali. —
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