«Salvini in tour elettorale Non chiede d’incontrare le nostre istituzioni»
«Matteo Salvini non è il Ministro dell’Interno. Non lo è perché viene a Ferrara per convocare un comizio elettorale. Ci viene per la prima volta da quando, ormai un anno fa, il governo si è insediato, e non chiede un confronto con le istituzioni locali né con i rappresentanti del Governo nazionale sul territorio». Sceglie l’attacco frontale Aldo Modonesi, assessore alla Sicurezza e candidato sindaco del centrosinistra. Modonesi incalza il ministro: sta «lasciando che di mese in mese il debito pubblico raggiunga un nuovo record», come pure «il prezzo dei carburanti, sbugiardando la promessa elettorale della cancellazione delle accise»; nella lista ci sono anche Iva e flat tax. Sulla sicurezza, poi, il candidato dem parla di «figuraccia colossale col flop dei rimpatri e addirittura facendo sparire di colpo centinaia di migliaia di clandestini limitandosi a dire che c’era un errore e hanno rifatto i conti».
Modonesi rinfaccia al ministro che si fa fotografare «con un mitra in mano e favorisce la diffusione delle armi. Lascia che tre ministri partecipino alle convention degli ultraconservatori ma mette alla gogna chi non la pensa come lui, comprese giovani donne che manifestano con un cartello in mano; difende i bambini solo se italiani al 100%... e se i genitori non pagano la mensa a scuola va bene mangiare cracker e tonno in scatola. Matteo Salvini è leader della Lega e la Lega è questo».
«Affermazioni ridicole in bocca all’assessore alla Sicurezza di una città lasciata a se stessa» è la contro-replica di Alan Fabbri, candidato sindaco del centrodestra. —
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