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Negozi e bar ingabbiati «Così non stiamo lavorando»

Annarita Bova
Negozi e bar ingabbiati «Così non stiamo lavorando»

Commercianti sul piede di guerra per il cantiere aperto poco prima di Pasqua La proposta: «Non fate pagare i parcheggi in questa zona sino a fine lavori»

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Delusi, arrabbiati ma, soprattutto, scoraggiati. Non si respira una buona aria sul lungomare Italia di Lido Nazioni, dove a metà marzo è stato aperto il cantiere per dare il via al progetto di riqualificazione, finanziato con una parte degli incassi della tassa di soggiorno. Il motivo del malumore? Nazioni è una località balneare e le attività lavorano per circa sei mesi all’anno. Il cantiere è stato aperto a ridosso di Pasqua e del lunghissimo ponte appena passato e andrà a avanti fino a metà giugno.

i commercianti

La rabbia dei commercianti che vedono negozi e attività “ingabbiati” si tocca con mano. «Abbiamo investito tanto ed è grazie a noi se Lido delle Nazioni è diventato negli ultimi anni fiore all’occhiello di questi Lidi. Va bene la riqualificazione, ma proprio adesso? Ci hanno raccontato di tutto, dalle condizioni meteo alle tempistiche ma la domanda è una sola: non poteva slittare tutto in autunno? In questi quindici giorni di vacanza abbiamo perso tantissimo». Il Lido era piano di gente, ma i clienti hanno preferito spostarsi verso la piazza piuttosto che nei bar degli stabilimenti. «E come dargli torto? Cosa offriamo noi, una bella colazione vista cantiere? Una gimcana per andare a prendere il giornale? E non è ancora finita...».

il consorzio

Gianni Nonnato, presidente del Consorzio dei commercianti del Lido, sta facendo di tutto per mediare: «Oramai i lavori sono partiti, e poco dunque possiamo fare. Ogni lunedì ci troviamo con i responsabili del cantiere e del Comune per capire come quanto si andrà ancora avanti. Certamente è stata fatta una scelta sbagliata e scellerata e avrebbero potuto interpellarci, almeno».

Il cantiere occupa tutta la carreggiata, sul lato spiaggia ci sono i Bagni che comunque hanno il loro sfogo, mentre dall’altra tutti i negozi del “passeggio” sono stati letteralmente coperti da reti e pannelli, lasciano il passaggio davanti alle diverse entrate.

la protesta

I turisti che arrivano sul lungomare e che vogliono parcheggiare devono arrivare fino in fondo al viale e poi tornare indietro alla macchina per mettere il tagliandino. «E si arrendono prima, vanno altrove», fanno presente i commercianti. «La proposta è dunque questa: non facciamo pagare i parcheggi in questo tratto, almeno sino alla fine del cantiere. Forse così qualcuno in più entrerà nei nelle nostre attività. Proviamo a fare delle convenzioni, degli sconti sul parcheggio per chi viene da noi. Insomma, aiutateci in qualche modo». —



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