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Calenda: è tempo di rialzare la testa

Giovanna Corrieri
Calenda: è tempo di rialzare la testa

L’ex ministro si scaglia contro i sovranisti: sono codardi. Polemica per le affermazioni su Fusari appoggiata da Mdp

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Si è subito scagliato contro i «sovranisti codardi», ieri in piazza della Repubblica, il candidato alle europee per la lista Pd-Siamo Europei, Carlo Calenda.

«Loro non sono forti e se lo sono è solo perché siamo stati deboli noi – ha detto l’ex ministro – ma ormai è passato un anno e abbiamo preso tanti ceffoni, ed è tempo di cominciare a combattere». E farlo «insieme» è fondamentale per Calenda: «basta con la sindrome dello sconfitto, non posso più vedere i democratici presentarsi separati alle elezioni – ha sottolineato – si deve stare uniti dall’inizio per vincere al primo turno, insieme». Una scia polemica contro le divisioni a sinistra, che ha per bersaglio la candidata sindaca Roberta Fusari, presa di mira da Calenda in quanto appoggiata da Mdp e +Europa. «Calenda è la fotografia di un Pd miope e sordo», è stata la risposta a distanza della capolista di Coalizione Civica Ferrara Arianna Poli.

Nel corso del suo intervento Calenda l’ex ministro ha poi sottolineato che non è una priorità del paese anticipare la pensione, le vere emergenze del Paese sono il welfare, i giovani, la scuola , i salati bassi: «L’unico provvedimento che ha inciso davvero negli ultimi trent’anni sono gli ottanta euro, ai quali ero contrario, ma che ora sono l’unico che ne ricordi il valore positivo».

E in vista delle elezioni europee, il candidato ha voluto sottolineare che «l’Europa che funziona è quella con le competenze comuni, e non l’Europa delle nazioni di cui parlano i sovranisti». Se manca una gestione condivisa dell’immigrazione, ha ricordato, è proprio perché a decidere sono gli stati nazionali e non l’Europa. C’era ieri anche il candidato sindaco del centrosinistra, Aldo Modonesi, ad auspicare «che la serietà torni di moda in questo paese», e a ricordare l’ancora troppo recente comizio del ministro Salvini, «un personaggio ai limiti della logorrea che parla per frasi fatte e che non dicono assolutamente nulla». Un ministro, aggiunge Modonesi, «che preferisce le piazze e gli slogan, e che non va nelle prefetture e non incontra i sindaci, perché sarebbe sbugiardato». —

Giovanna Corrieri

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