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dopo bologna e firenze 

Legge Salvini La “Matteo 25” presenta ricorso

A.M.
Legge Salvini La “Matteo 25” presenta ricorso

La coop di accoglienza contro il diniego di iscrizione all’anagrafe di un richiedente asilo di 47 anni proveniente dal Kazakistan

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Ha 47 anni, è arrivato in Italia dal Kazakistan nel novembre scorso e ha ottenuto il permesso di soggiorno per sei mesi come richiedente asilo. Dopo un periodo trascorso allo Hub di Pontelagoscuro è stato accolto dalla cooperativa Matteo 25 dove frequenta corsi di lingua italiana e nel frattempo sta seguendo un tirocinio come falegname, e collabora al progetto “Il Giardino del Mondo” con le scuole d’infanzia.

È per evitare che tutto questo svanisca, insieme a diritti fondamentali, che la stessa cooperativa Matteo 25 ha messo a punto attraverso il suo legale il ricorso contro il Decreto Sicurezza, la legge Salvini, per permettere al proprio accolto di iscriversi all’anagrafe cittadina e acquisire la residenza, sull’esempio delle sentenze di Bologna e Firenze che tanto fanno discutere.

«Presenteremo il ricorso al Tribunale di Ferrara lunedì o martedì - spiega il coordinatore dell’accoglienza della “Matteo 25”, Nicola Folletti - In realtà stavamo lavorando al ricorso già prima della sentenza di Bologna, ma c’è voluto tempo per preparare il documento. Il nostro ospite sta intraprendendo un importante percorso di integrazione e di rinascita personale, ma senza l’iscrizione all’anagrafe tutto questo sarà vanificato, negandogli la possibilità di avere un lavoro, una casa, un’assistenza sanitaria».

Il Decreto Sicurezza, aggiunge Raffaele Rinaldi di Viale K «su questo punto è un vero e proprio paradosso, perché ottiene esattamente il contrario di ciò che si propone, facendo diventare i migranti dei “fantasmi” senza identità e costringendoli di fatto a vivere in alloggi di fortuna, nascosti e senza nessun controllo. Peraltro non vedo nelle sentenze di Bologna e Firenze alcunché di clamoroso, perché il Decreto non vieta esplicitamente l’iscrizione all’anagrafe, ma interrompe l’automatismo che prima era legato al permesso di soggiorno». Fino a questo momento Ferrara si era “adeguata” alle nuove disposizioni e, pur contestandolo politicamente, il sindaco Tagliani non aveva “disobbedito” al Decreto Sicurezza. Un orientamento che l’esito del ricorso (o di futuri altri ricorsi) potrebbe ora modificare. —

A.M.

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