La Nuova Ferrara

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direzione chirurgia pediatrica 

Concorso annullato al S.Anna Primi atti di procura e finanza

Daniele Predieri
Concorso annullato al S.Anna Primi atti di procura e finanza

Uno dei medici candidati si presentò all’esame orale con la risposta in tasca Scoppiò il pasticcio, tutto venne cancellato e i documenti inviati ai magistrati

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«Non sono io titolato a valutare se sono fondate o meno ipotesi di reato: è evidente che ci si deve rivolgere a soggetti che sono preposti a farlo»: Tiziano Carradori, direttore generale Sant’Anna, due mesi fa aveva anticipato alla Nuova Ferrara l’invio degli atti alla procura sul concorso, poi annullato, per il ruolo di direttore chirurgia pediatrica S. Anna. Un concorso che per «mancata trasparenza e presunte irregolarità», prima era stato bocciato, e ora rifatto, le cui carte sono state spedite in procura che ha aperto un’inchiesta.

Gli atti di Carradori

Gli atti che il direttore generale Carradori ha inviato alla procura erano riferiti al concorso in cui uno dei candidati (che poi vinse, Giovanni Ruggeri del S. Orsola di Bologna), avrebbe riferito ai commissari all’esame orale: «A questa domanda io ho già qui la risposta scritta». La segnalazione su questa circostanza venne alla luce, però, solo dopo la conclusione e la relativa graduatoria, da parte di uno dei candidati bocciati, Piero Pavanello. Scoppiò il pasticcio, e la direzione Sant’Anna, con un atto di autotutela, annullò il concorso ed ora tutto verrà visto sotto la lente di ingrandimento della procura. Che a dire il vero, in questi due mesi passati dalla decisione dell’annullamento del concorso, ha già svolto diversi accertamenti.

In procura sono state, infatti, studiate e valiate attentamente le carte: l’inchiesta è in corso, da parte del pm Ciro Alberto Savino che ha coordinato la Guardia di finanza nelle verifiche. Ma è ancora rubricata - come si dice in gergo tecnico - a modello 45: ancora indagine conoscitiva, in cui non viene nemmeno ipotizzato un reato. Siamo dunque in una prima fase, che tuttavia avrebbe già messo in luce che il pasticcio è davvero pasticcio, ma sulla frase (letteralmente nemmeno quella) poiché interpretata in modo opposto al suo significato. Vediamo di spiegare: il concorso si dipanava in due fasi, la valutazione titoli e un esame orale, un colloquio.

La selezione

Dopo la prima selezione dei 9 candidati, ne rimasero sei: convocati tutti nello stesso giorno, stessa stanza e davanti alla Commissione esaminatrice, per rispondere a quesiti già preordinati, chiari, conosciuti a tutti. Uno di questi, l’organizzazione del reparto di chirurgia pediatrica. Bene, alla domanda dei commissari, Giovanni Ruggeri, che poi vinse, rispose dicendo: «Se volete ho qui un elaborato scritto per spiegare». Ben diverso da ciò che era stato riferito, alludendo al fatto che potesse avere una risposta pronta, perché preparato. Da quanto si apprende, nulla di tutto questo: poiché era risaputo che la domanda verteva sull’organizzazione del reparto. Dopo l’affermazione di Ruggeri - questa la ricostruzione della Nuova Ferrara sulla base delle proprie fonti -, la Commissione invitò Ruggeri a continuare il colloquio, poiché non era necessario l’elaborato preparato. Tutto questo sarebbe emerso dai primi accertamenti. Dopo aver ascoltato come testimoni tutti i protagonisti del fatto: i membri della commissione e anche un altro dei candidati che aveva presentato un altro esposto lamentando una valutazione di punteggio dell’orale, non adeguata. Da quanto si apprende, non sarebbe nemmeno nel fascicolo l’esposto che Aldo Ferrante, Comitato vittime pubblica amministrazione, aveva annunciato di aver depositato. Ora sulla base di tutto questo, la procura dovrà proseguire l’inchiesta: valutare se vi siano ipotesi di reato da contestare oppure se in assenza di queste, chiudere e chiedere l’archiviazione—



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